Il progetto europeo IMPACT lavora allo sviluppo di anticorpi monoclonali ad ampio spettro. Rappuoli: «Servono ricerca continua, nuove tecnologie e strumenti contro intere famiglie di virus»

La circolazione di Mpox continua a rappresentare una questione di salute pubblica, con nuovi contagi registrati anche in Europa e in Italia. L'ultima valutazione dell'Organizzazione mondiale della sanità richiama la necessità di mantenere alta la sorveglianza e di rafforzare gli strumenti di prevenzione e risposta.
In questo scenario si inserisce l'attività della Fondazione Biotecnopolo di Siena sugli orthopoxvirus, la famiglia di virus alla quale appartiene anche Mpox. La Fondazione è tra i promotori del progetto europeo IMPACT, finalizzato allo sviluppo di anticorpi monoclonali ad ampio spettro in grado di agire contro più virus appartenenti alla stessa famiglia.
Il coordinamento scientifico del progetto è affidato a Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena.
«Mpox ci ricorda una lezione che non possiamo dimenticare: i virus continuano a evolvere e a circolare anche quando diminuisce l'attenzione pubblica. Dobbiamo essere capaci di anticiparli. Per questo servono ricerca continua, nuove tecnologie e strumenti che possano essere utilizzati contro intere famiglie di virus. È questa la strada per arrivare preparati di fronte alle future minacce infettive», afferma Rappuoli.
I nuovi dati su Mpox riportano così l'attenzione sul lavoro di ricerca. Il team italiano ha già individuato un anticorpo monoclonale capace di riconoscere bersagli conservati tra diversi orthopoxvirus e sta lavorando per proseguirne lo sviluppo.
Il progetto integra competenze di immunologia, biologia strutturale, ingegneria proteica e intelligenza artificiale. L'obiettivo è accompagnare il candidato terapeutico fino alla validazione preclinica e, successivamente, allo sviluppo clinico.
«I nuovi dati dell'OMS confermano che Mpox non può essere considerato un problema superato», spiega Emanuele Andreano, responsabile del Laboratorio di Serologia e Immunologia della Fondazione e leader scientifico del progetto. «Il nostro obiettivo è riconoscere e neutralizzare virus diversi appartenenti agli orthopoxvirus, per costruire difese più ampie e durature. Investire oggi nella ricerca significa avere domani strumenti più efficaci per proteggere la popolazione».








































