Il lungo biancoverde si presenta: "Prometto agonismo e intensità". Infortunio per Pannini: il capitano rischia di saltare Arezzo

“Ai miei nuovi tifosi prometto tanto agonismo e intensità”. Messaggio chiaro ed essenziale quello lanciato stamani da Riccardo Bartolozzi, l’innesto che chiude il mercato Note di Siena: trentuno anni da compiere, 205 centimetri di statura ed un curriculum di prim’ordine in cadetteria (in questa stagione stava viaggiando a 15.9 con Catanzaro, girone F di B Interregionale, ma per tante stagioni è stato tra i migliori lunghi della B “vera”), Bartolozzi torna alla Mens Sana seguendo il percorso già compiuto negli ultimi tempi da Neri, Pucci, Belli e Perin, col quale aveva condiviso annate nella linea verde dell’allora Montepaschi. “Con Marco abbiamo vissuto anni straordinari qui, da adolescenti – spiega il lungo fabrianese, che indosserà la maglia biancoverde numero 21 -, ritornare alla Mens Sana è qualcosa di emotivamente molto forte, ho ancora in mente certe frasi degli allenatori di quegli anni e cosa significava indossare questa maglia.

Si definisce giocatore altruista, Bartolozzi (“mi piace il gioco di squadra – dice -, preferisco un bell’assist o mettere in ritmo un compagno piuttosto che fare canestro”), ma non appena avrà preso confidenza con il contesto nel quale sta calandosi (stasera per lui primo allenamento assieme alla squadra, domani subito a referto contro Arezzo) ci sarà tempo e modo di fare un po’ di tutto. Lo richiedono sia lo stop di Prosek (out almeno fino alla fine di marzo), sia la necessità di dare una mano nel pitturato all’accoppiata Jokic-Yarbanga.
La conta del “celo manca” in casa Note di Siena, intanto, va avanti con l’ennesimo guaio a cui far fronte in questa stagione senza dubbio non fortunata per l’infermeria di viale Sclavo. Fuori, come detto, Prosek, fuori Nepi, fuori Cerchiaro (e fuori Neri, ovviamente), c’è apprensione per l’infortunio occorso durante l’allenamento di giovedì a Edoardo Pannini. Il capitano ha riportato un trauma alla mano destra, per il quale in serata si sottoporrà ad esami radiografici: si teme la frattura del mignolo, che renderebbe altamente improbabile un suo utilizzo nel match ormai alle porte.
Match al quale presenzierà Diego Pastori, uno degli eroi che nel biennio 1990-1991 fecero l’impresa. Grazie (anche) a lui la Siena cestistica risalì consecutivamente dalla B all’A1 e andò a giocarsi il playoff per lo scudetto: dopo quasi 40 anni, società e tifosi lo attendono a braccia aperte per festeggiarlo e omaggiarlo come giustamente merita.
Matteo Tasso




































