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MENS SANA, PLAYOFF LONTANI MA SERVE GUARDARE AVANTI

News inserita il 18-05-2021 - Mens sana

Quattro ko in fila nella Poule A per i biancoverdi, in fase calante e penalizzati dagli infortuni

La matematica lascia ancora in piedi una flebile speranza, decisamente meno ne percepiscono la tendenza e la condizione, fisica oltre che cestistica. Rendere superlativa una buona stagione, andandosi cioè a giocare i playoff, non sembra nelle corde della Mens Sana vista durante le prime quattro giornate di Poule A, tutte quante perdute, per episodi negativi o per impossibilità, oggettiva, di pareggiare il valore di chi ha incrociato il cammino del quintetto di viale Sclavo.
SENZA PILOTA Incide, a conti fatti, l’ultima sconfitta casalinga, quella contro Fucecchio, ma è stato pesantissimo soprattutto il ko di Carrara, per come è venuto oltre che per gli effetti che (non) ha prodotto sulla classifica dei biancoverdi, fermi sullo stesso gradino nel quale si erano presentati alla seconda fase, conquistata con un mezzo miracolo se parametrata sulle aspettative di febbraio (quando si è appreso che Matteo Perin, il giocatore-chiave nei piani di viale Sclavo, non ci sarebbe stato) ed ai guai che via via si sono presentati da aprile in poi, perché senza l’esperienza ed il temperamento del “pilota” Duccio Benincasa la Named ha dovuto inventarsi un modo nuovo di stare in campo e perdere per strada pure Gelli ha significato ridistribuire in mani meno abituate quei 4-5 tiri per gara che, magari, potevano togliere pressione da altre zone dell’attacco. Ad esempio quelle in cui Daniele Monacelli, l’ultimo innesto, sta cercando con scarsi risultati di trovare il canestro, sottoposto com’è ad una caccia all’uomo che le difese avversarie attuano, con ottimi risultati, per disinnescare l’arma in più della Mens Sana, almeno nei piani di questa seconda fase.
NUMERI E RESPONSI Che, a conti fatti, l’operazione in sé non sia andata a buon fine lo dicono i numeri (il refrain zero vittorie su cinque partite con Monacelli ormai è una pezza d’appoggio, semplicistica, per tutti gli analisti, quelli dei media come quelli da social), quanto alle responsabilità è ragionevole spalmarle su tutto il momento biancoverde: c’è il calo di rendimento dello stesso giocatore dopo l’esordio super contro Quarrata (l’esterno umbro era lontano dal basket giocato da oltre un anno e trovare la condizione, a questi livelli, non è come accendere l’interruttore della luce), c’è la difficile comunicazione con il resto della squadra quando si oltrepassa la metà parquet (leggi alla voce costruzione di giochi per liberarlo), c’è l’impossibilità sostanziale di considerare il tutto in un contesto di normalità, perché in definitiva la Named non sta giocando una partita a ranghi completi, ed in piena salute, da ormai un mese e mezzo. La riprova ovviamente non esiste, ma sarebbe stato interessante vedere il risultato dell’operazione-Monacelli in quel contesto di normalità che non c’è, neppure adesso che Perin, ottima notizia per mille motivi, è rientrato in gruppo.
GLI ALTRI Poi ci sono gli avversari. Che vedono scritto Mens Sana e sono iper-stimolati alla competizione, all’agonismo, al superamento dei propri limiti: lo si è notato per tutto il corso del campionato e lo si continua a notare dalle reazioni, comprensibilissime, che una vittoria contro la Mens Sana provoca nei giocatori, negli staff tecnici, nei quadri societari, talvolta anche nel pubblico nonostante il pubblico debba star fuori dagli impianti di gioco. E se Carrara era sembrata una squadra ampiamente alla portata (non è un caso che sia entrata in Poule solo per il forfait di Pontedera), Fucecchio nei fatti ha dimostrato di esserlo un po’ meno avendo condotto anche di 20 punti il match di andata e poi vinto, a Siena, nella domenica in cui Tessitori è stato in campo appena 4’. Su queste due rivali andava fatta la corsa per mantenere il terzo/quarto posto, contro queste due rivali si sono perdute tre partite su tre: difficile aggiungere altro, se non che alla fine dei salmi i reali valori della categoria sono venuti a galla e la promozione in C Gold se la disputeranno, come da pronostico (e come è giusto per investimenti e struttura di squadra), Quarrata, Pisa e Costone. Una fra le tre salirà di categoria sul campo, le altre due probabilmente lo faranno su invito, perché i rumors sulle intenzioni di allargare nel ‘21/’22 il campo delle partecipanti alla Gold (da 15 a 18) circolano abbastanza con frequenza.
CRESCITA SANA Invito che la Mens Sana, giusto chiarirlo, non avrebbe potuto ricevere: le regole dicono che due ripescaggi in due stagioni consecutive non sono ammessi, quindi discorso chiuso dato che a marzo del 2020 la squadra disputava il campionato di Promozione e già aver saltato un’annata in serie D basta e avanza per rallegrarsi di aver oggi salvato la C Silver, sul campo. Suona strano questo basso profilo per un ambiente come quello biancoverde, abituato a ben altro nella propria storia (una storia fatta di successi, vero, ma più di recente di clamorosi fallimenti: per i quali nessuno sta pagando, sia chiaro, salvo la passione dei tifosi), ma alla Mens Sana che oggi si chiama Basketball Academy serve una crescita sana e progressiva, non l’ennesimo salto nel buio. Meglio continuare a strutturarsi sul piano societario e tecnico, aggiungere partners che sostengano prima squadra e settore giovanile (da lì sono usciti Pannini e Collet, da lì stanno uscendo ed usciranno altri prospetti interessanti), presentarsi solidi e credibili ad un campionato, il prossimo, nel quale la promozione in C Gold dovrebbe davvero rappresentare l’obiettivo. Ferma restando l’annosa, ed irrisolta, questione degli spazi di gioco.
Nel frattempo rimangono due partite da giocare. Potrebbe non bastare vincerle entrambe per riagganciare i playoff (bisogna guardare anche ai risultati del Costone, che domenica scorsa ha sorpassato il quintetto di coach Pierfrancesco Binella), ma è giusto provare a farlo, con determinazione. Chiudere una stagione con una o due vittorie significa infatti rialzare il morale di tutto l’ambiente che ha seguito le vicende mensanine, seppur a distanza, e non ridimensionare (come invece sta succedendo, dopo 5 ko di fila) ciò che di molto buono è stato fatto nei primi due mesi di questa strana e complessa, per tutti, annata cestistica, fortemente condizionata dal Covid.
Matteo Tasso

 

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