MENS SANA, PARLA BENINCASA: “GRUPPO GIOVANE, SERVE TEMPO PER CRESCERE”

News inserita il 06-10-2022 - Mens sana Basket

Il playmaker biancoverde protagonista nel match d’esordio in C Silver. Domenica la Namedsport va a La Spezia

Digerire l’amaro ko casalingo contro Valdisieve e prepararsi alla complicatissima trasferta, domenica prossima (ore 18), in terra spezzina. Viaggia su due binari la seconda settimana del campionato biancoverde, con la Namedsport chiamata a guardare avanti pur non tralasciando una disamina della sconfitta patita nel match d’esordio in serie C Gold: “Dispiace molto per come sono andate le cose – dice Duccio Benincasa, playmaker della Mens Sana -, eravamo sopra di 14 punti e potevamo chiuderla nei tempi regolamentari. Senza nulla togliere a Valdisieve, ci abbiamo messo molto del nostro, forse anche pagando sul piano fisico lo sforzo compiuto in avvio per rientrare in partita: sono situazioni che possono tornarci utili per fare esperienza, ma certo il rammarico rimane”.
Quanto tempo impiegherà un gruppo giovane come il vostro per acquisire, appunto, esperienza?
“Credo che complessivamente sarà un processo abbastanza lungo, del resto l’obiettivo della stagione è far crescere i ragazzi, testarli in un campionato di livello sicuramente più alto e poi provare a compiere uno step di crescita il prossimo anno. Questo è un gruppo fatto di giocatori esordienti assoluti in C Gold, per qualcuno di loro rappresenta una novità anche il fatto di giocare con un po’ di pubblico in tribuna, figuriamoci davanti a un tifo numeroso e caloroso come quello della Mens Sana: ci vuole tempo, bisogna lavorare bene in allenamento e prendere confidenza con il basket che le squadre avversarie ti propongono in partita, la volontà di fare passi avanti comunque non manca”.
Lei è l’unico giocatore ad averla già disputata, la C Gold, in questa Mens Sana…
“Sì, in due momenti diversi con il Costone. Per la verità sono passati ormai alcuni anni da quel periodo, ero più giovane e avevo qualche infortunio in meno sul curriculum. È una bella sfida personale, ma sono qui soprattutto per dare un consiglio, per una difesa, se serve per prendere un tiro: ciò che conta nella mia stagione è essere funzionale alla crescita della squadra”.
Eppure, domenica scorsa, è sembrato che fosse la squadra a seguire Benincasa. O no?
“Fisicamente mi sento bene, sto meglio rispetto ad altri periodi trascorsi qui alla Mens Sana, probabilmente avevo la necessità di superare anche mentalmente gli infortuni (prima il ginocchio, poi la caviglia, ndr) che mi hanno condizionato nelle ultime stagioni. A me, però, piace solo vincere, quando la mia squadra perde tutto il resto non conta”.
Quanto brucia quel fallo commesso alla fine dei tempi regolamentari?
“Ho accompagnato il giocatore avversario, con l’intento di disturbarne l’avvicinamento a canestro e di non concedergli un tiro facile. Devo rivedere meglio l’azione per giudicare il contatto, certo un fischio a 38 centesimi dalla sirena è un fischio pesante: sono sincero, preferisco che a decidere le partite siano i giocatori”.
Come è stato l’impatto con la C Gold dopo due anni di C Silver?
“Rispetto a molte partite di Silver, in Gold l’intensità, l’atletismo, e la qualità sono nettamente superiori: la differenza sta nel fatto che, alla base di questo campionato e delle formazioni che lo affrontano, c’è un’idea di basket assai più strutturata. Domenica abbiamo preso coscienza del fatto di poter essere una squadra credibile anche nella categoria superiore, fermo restando che Valdisieve non è un’avversaria di primissima fascia e che ogni settimana dovremo fare i conti con le tante difficoltà del torneo”.
La andate a trovare tra qualche giorno, un’avversaria di primissima fascia…
“La Spezia ha dato fastidio alle due Montecatini lo scorso anno, basta questo per capire che adesso è una tra le più accreditate candidate alla promozione. Ho visto la partita che hanno giocato contro Castelfiorentino, sono una squadra con grande taglia fisica e tanti giocatori con punti nelle mani: sulla carta per noi è una trasferta proibitiva, ma andiamo a La Spezia a testa alta e per onorare la maglia che indossiamo, come sempre faremo in questa stagione”.
Da giocatore di esperienza, ma anche da storico tifoso biancoverde, come si concilia l’abitudine della Mens Sana a competere per la vittoria, qualunque sia la categoria, con la stagione di transizione che la società ha invece deciso di vivere?
“È una situazione nuova per tutti, credo sia necessaria la giusta lucidità nell’affrontarla per noi che andiamo in campo e anche per tutti quelli che la vivono dal di fuori. Nell’immediato abbiamo avuto un bellissimo riscontro dalla nostra gente, è stato emozionante vedere tanto pubblico al palasport domenica scorsa. Anzi, ne approfitto per ringraziare i tifosi per il calore e il sostegno che ancora una volta hanno voluto e saputo darci”.
Chiariti gli obiettivi della “giovane Mens Sana”, quali sono quelli del 33enne Duccio Benincasa?
“Giocare ancora qualche anno, ovviamente se il fisico me lo concede. Di sicuro non mi vedrete fare la fine di quelli che vanno in campo ben oltre i 40 anni, conosciuti, salutati ma anche compatiti da tutti”.
Matteo Tasso

Foto Mens Sana Basketball Academy

 

 

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