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MENS SANA, L'ULTIMO SALUTO ALL'EX GIOCATORE BIANCOVERDE GIGI PAOLI

News inserita il 19-07-2019

E' stato il pivot, "la roccia" della Sapori che nella dolce serata del 19 maggio 1973 conquistò la promozione in serie A, di fatto dando inizio all'era moderna del basket senese

Ci ha lasciati Gigi Paoli. Sua figlia, Francesca, in un post su FB ci dice che Gigi era la sua roccia e che se ne è andato nel mare che tanto adorava. Ma Gigi è stato anche la roccia della Mens Sana Sapori che nella dolce serata del 19 maggio del 1973 conquistò la promozione in serie A, di fatto dando inizio all'era moderna del basket senese.
E Gigi era rimasto vicino alla Mens Sana. Me lo sono ritrovato accanto alla fine di diverse partite, quando andavamo a caccia di scudetti, a commentare le imprese sul campo di italiani e stranieri in maglia biancoverde. E il suo commento non era mai banale. A Gigi ero affezionato anche per questo. Poi, finita la mia avventura alla testa di quella Mens Sana ci siamo persi di vista anche se mi è capitato di vederlo accanto a Francesca, magari con la nipotina Violante sulle possenti spalle. Un saluto un abbraccio e via...
Il ricordo va a quel pivot, decisamente normotipo, che si batteva come un leone contro “centroni” di dieci-quindici centimetri più alti di lui che, però, nella “roccia” battevano la testa.
Gigi Paoli era in possesso dei fondamentali giusti per giocare a pallacanestro e conosceva dieci, venti cento movimenti per far ammattire gli avversari sotto canestro e nell'area dei tre secondi. E saltava il giusto...ma era generosissimo e costituiva l'asse portante della squadra di Cardaioli e su di lui poggiavano gli schemi che i vari Giustarini, Sensi, Francheschini, Vatteroni, Rinaldi, Ninci, Granucci, il capitano Campanini e i più giovani Bruttini e Bani portavano a compimento.
I ricordi a volte fanno male, fanno male quando li richiami alla mente per dare l'addio a chi come Gigi Paoli ha realizzato, insieme a quei magici compagni, l'impresa.
Amava il mare con tutto il cuor e il mare lo porta via all'effetto di Francesca e di Violante, ma i ricordi addolciranno piano piano, in futuro, questo repentino Addio, cara Francesca. Un bacione a Violante.

Roberto Morrocchi - foto: Basket Siena

 

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