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MEDAGLIE D'ONORE AGLI INTERNATI NEI LAGER, CERIMONIA DI CONSEGNA AI FAMILIARI

News inserita il - Attualità Siena

Nel Salone degli Arazzi del Palazzo del Governo sei riconoscimenti alla memoria di cittadini italiani deportati durante la Seconda guerra mondiale

MEDAGLIE D'ONORE AGLI INTERNATI NEI LAGER, CERIMONIA DI CONSEGNA AI FAMILIARI

A Siena sono state consegnate sei Medaglie d’Onore alla memoria di cittadini italiani che, durante la Seconda guerra mondiale, furono deportati e internati nei campi di concentramento tedeschi. La cerimonia si è svolta nella mattinata del 21 settembre nel Salone degli Arazzi del Palazzo del Governo ed è stata presieduta dal prefetto Valerio Massimo Romeo.

All'iniziativa hanno partecipato l'assessore alla Sicurezza del Comune di Siena, i sindaci dei Comuni dei familiari degli insigniti, i vertici provinciali delle Forze dell'Ordine e dei Vigili del Fuoco, rappresentanti del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, delle associazioni combattentistiche e d'Arma, dell'Anpi, dell'Istituto Storico della Resistenza e della Cgil.

La cerimonia si inserisce nelle celebrazioni della “Giornata degli internati nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale”, ricorrenza civile nazionale istituita dalla legge 13 gennaio 2025, n. 6 e celebrata ogni anno il 20 settembre. La giornata è dedicata alla memoria dei cittadini italiani, militari e civili, internati nei campi di concentramento e sottoposti al lavoro coatto dopo aver rifiutato di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.

Aprendo la celebrazione, il prefetto Romeo ha richiamato il valore morale del riconoscimento e l'importanza di conservare e trasmettere la memoria di quanti furono internati dopo essersi rifiutati di collaborare con i nazifascisti. Ha inoltre sottolineato la necessità di ricordare gli italiani che subirono violenze fisiche e morali, in alcuni casi fino al sacrificio della vita, in nome della libertà e della democrazia.

Secondo Romeo, le medaglie rappresentano non soltanto un riconoscimento alla memoria degli insigniti, ma anche un monito rivolto alle nuove generazioni affinché comprendano l'importanza dei valori della Costituzione italiana e respingano posizioni ideologiche riconducibili a quella pagina della storia nazionale.

La prima Medaglia d'Onore è stata conferita alla memoria di Dirio Del Giovane, fatto prigioniero a Castellina Scalo dopo l'8 settembre 1943 e internato nel campo di concentramento tedesco di Dachau. Dopo diversi tentativi riuscì a fuggire e raggiunse a piedi Arco, in provincia di Trento, dove, allo stremo delle forze, venne soccorso da alcune suore. Partecipò poi con i partigiani alla liberazione di Trento e, al termine della guerra, tornò dai familiari, che lo ritenevano morto dal momento dell'arresto. La medaglia è stata consegnata dal prefetto e dal sindaco di Monteriggioni alla figlia Laura Del Giovane.

Il riconoscimento è stato assegnato anche alla memoria di Mario Gazzei, soldato dell'8° Reggimento Artiglieria “Pasubio”, catturato dai tedeschi a Rovereto il 9 settembre 1943. Trasportato a Torun, in Polonia, nello “Stalag 20A”, lavorò come falegname riparatore di arredi per sommergibili. Liberato dalle truppe sovietiche l'8 maggio 1945, venne successivamente internato in una fattoria statale in Ucraina e liberato dopo alcuni mesi. Rientrò in Italia l'8 ottobre 1945, dopo un viaggio attraverso Polonia, Austria e Ungheria. La medaglia è stata ritirata dalla figlia Marta Gazzei e consegnata dal prefetto insieme al sindaco di Colle Val d'Elsa.

Medaglia d'Onore alla memoria anche per Giuseppe Gineprini. Dopo il servizio militare si arruolò nei Carabinieri e, nel 1942, venne mobilitato per l'Albania con il XVII Battaglione dei Carabinieri Reali. All'armistizio si trovava a Tirana, dove fu fatto prigioniero dall'esercito tedesco. Trasferito in Germania e destinato al lavoro coatto, nel febbraio 1944 fu condotto nello “Stalag VI D” di Dortmund. Morì il 2 marzo dello stesso anno a causa delle gravi condizioni di prigionia e riposa nel cimitero monumentale degli italiani caduti in guerra a Francoforte. L'onorificenza, consegnata dal prefetto e dal sindaco di Poggibonsi, è stata ritirata dalla nipote Fiorella Bandinelli.

La quarta medaglia è stata conferita alla memoria di Ivo Marcocci, internato nello “Stalag 4B” di Muhlberg/Elbe dal 12 settembre 1943 al 1° giugno 1945 e rimpatriato il successivo 26 giugno. Le lettere inviate alla moglie durante la prigionia testimoniano le sofferenze vissute e il desiderio di tornare a casa. Dopo il rientro incontrò grandi difficoltà nel riprendere la vita ordinaria. Le conseguenze della lunga prigionia, secondo quanto riportato nel comunicato, provocarono gravi malattie che lo condussero alla morte nel novembre 1956. La medaglia è stata ritirata dal nipote Massimiliano Veltroni e consegnata dal prefetto insieme a un consigliere del Comune di Rapolano Terme.

Tra gli insigniti figura anche Nello Viti, militare del 3° Reggimento Fanteria della Divisione Piemonte. Inviato in Grecia nel 1942, fu catturato dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943 e internato nello “Stalag 6G di Bonn-Duisdorf”. Dopo essere stato impiegato in diversi lavori coatti nelle fabbriche tedesche e in una falegnameria, venne liberato dagli statunitensi il 13 aprile 1945 e tornò in Italia due mesi più tardi. La figlia Marisa Viti ha ritirato l'onorificenza, consegnata dal prefetto e dal sindaco di Monteriggioni.

La sesta Medaglia d'Onore è stata attribuita alla memoria di Quinto Volpi, chiamato alle armi il 18 gennaio 1943 e assegnato inizialmente al 55° Reggimento Fanteria “Divisione Marche”, quindi trasferito il 24 marzo al 259° Reggimento Fanteria “Divisione Murge”. Fatto prigioniero a Fiume il 9 settembre 1943, fu deportato in un campo di concentramento a Colonia, in Germania. Tornò in Italia, sofferente e stremato, il 9 settembre 1945. La medaglia, consegnata dal prefetto e dal sindaco di Torrita di Siena, è stata ritirata dalla nipote Natascia Volpi.

 

 

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