MASTALLI: "RESTARE A SIENA È STATA UNA SCELTA DI VITA. ORA GUARDIAMO AI PLAY-OFF"

News inserita il 07-01-2026 - Robur Siena

Dopo la buona prova in trasferta contro il Tau Altopascio, il centrocampista bianconero racconta i mesi fuori rosa, la scelta di restare in città e il reintegro deciso da Bellazzini: «È stato il periodo più difficile della mia carriera, ma non ho mai pensato di andarmene»

Dopo la buona prova in trasferta sul campo del Tau Altopascio, chiusa con un pareggio che ha dato continuità alle recenti prestazioni del Siena, Alessandro Mastalli si racconta in un’intervista a tutto campo. Il centrocampista bianconero ripercorre i mesi difficili vissuti fuori rosa, il lavoro silenzioso svolto lontano dai riflettori e la scelta, mai messa in discussione, di restare in città. Un percorso che lo ha riportato al centro del progetto tecnico di Bellazzini e dentro un gruppo che ora guarda con fiducia al girone di ritorno e all’obiettivo play-off.

Uno dei momenti più difficili della carriera, affrontato con professionalità e senso di responsabilità.

Alessandro Mastalli racconta il periodo vissuto fuori rosa e il percorso che lo ha riportato al centro del progetto Siena, fino al recente reintegro deciso da mister Bellazzini.

«È stato sicuramente uno dei momenti peggiori della mia carriera, una situazione che non avevo mai vissuto prima. L’ho affrontata però da professionista, cercando sempre di dare l’esempio. La società, in ogni caso, non mi ha mai fatto mancare nulla», spiega il centrocampista bianconero.

La scintilla che lo ha spinto a restare non si è mai spenta: «Io non volevo andare via da Siena. Qui stiamo bene, io e la mia famiglia. Ho cercato in tutti i modi di essere reintegrato, rendendomi sempre disponibile per la società, per l’allenatore e per la squadra».

Dopo l’estate, quando gli era stato comunicato di non rientrare nel progetto tecnico, Mastalli ha valutato eventuali alternative di mercato, senza però trovare la soluzione giusta: «Se fossi stato un ragazzo giovane, probabilmente avrei accettato qualsiasi proposta. Ma ho una famiglia, un vissuto, e volevo restare qui. Se fosse arrivata l’occasione perfetta mi sarei mosso, ma non è successo e ho scelto di rimanere».

Durante i primi mesi si è allenato a parte, seguendo un programma personalizzato: «Non sono mai stato lasciato solo. Avevo tutto a disposizione, dal preparatore al lavoro quotidiano». Poi, gradualmente, il rientro in gruppo: «Dopo un paio di mesi, complice anche qualche infortunio, ho iniziato ad allenarmi con la squadra. A inizio dicembre è arrivato il reintegro ufficiale».

Decisivo il confronto con Bellazzini: «Il mister mi ha parlato, mi ha fatto i complimenti per l’atteggiamento e mi ha reintegrato per il giocatore che sono. È stato un momento che mi ha fatto enormemente piacere».

In campo, l’inserimento è stato rapido: «Allenarsi ogni giorno con il gruppo ti aiuta ad assimilare i principi di gioco. Non è facile stare fermo e poi rientrare subito nei meccanismi, ma quando sono stato reintegrato non ho avuto grandi problemi». Anche nel nuovo ruolo sulla trequarti: «Mi trovo bene. Anche da mezzala mi muovevo spesso in avanti, quindi questo sistema mi è congeniale».

Sul pareggio di Altopascio il giudizio è chiaro: «Per mentalità sono due punti persi, perché il Siena gioca sempre per vincere. Però, per come è andata la partita e considerando che lì nessuno ha vinto, è un punto importante».

Guardando alla classifica, Mastalli resta fiducioso: «Per il gioco espresso avremmo meritato qualcosa in più e non siamo stati fortunati. Spero che nel girone di ritorno la fortuna giri dalla nostra parte. L’obiettivo restano i play-off, cercando soprattutto di tornare a vincere in casa».

Le prossime sfide, sulla carta favorevoli, nascondono insidie: «Contro il Siena tutti giocano la partita della vita. Non esistono gare facili, dobbiamo essere bravi a portare a casa più punti possibili, soprattutto davanti al nostro pubblico».

I fantasmi della scorsa stagione, dopo la sconfitta di Foligno, si sono riaffacciati: «Un pensiero è venuto, soprattutto a chi ha vissuto l’anno scorso quella situazione. Ogni campionato è diverso, ma certe sensazioni restano».

Infine, una risposta che va oltre il campo: «La cosa più importante della mia vita è la famiglia. Vivo per loro. Non vedo l’ora di tornare a casa, abbracciare i miei figli, portarli allo stadio e stare con mia moglie».

L.C.

 

 

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