Marco Valenti sale di nuovo sul palco di Abbadia Isola con "Scavare Castelli II — Dentro le mura: spazi, lavoro, gerarchie", martedì 1 settembre alle ore 21.30.
L'appuntamento chiude definitivamente la stagione estiva monteriggionese e nasce da una sollecitazione venuta dagli spettatori stessi, che in molti hanno chiesto di proseguire nel tema, di scendere più a fondo, di oltrepassare la soglia delle mura.
Il primo incontro aveva rivolto l'attenzione a ciò che sta sotto.
Sotto le cortine di pietra, sotto le torri, sotto quanto oggi riconosciamo come castello, l'indagine stratigrafica individua realtà che il paesaggio attuale non conserva più: villaggi di legno, capanne, recinti, aree artigianali, sepolture, forme insediative anteriori di secoli all'incastellamento. Quella serata si era congedata da un interrogativo sospeso: dentro le mura, poi, che cosa avviene?
La risposta arriva ora. Il fuoco si sposta all'interno del recinto castellano, per esplorarne le forme e le diverse funzionalità, perché un castello non risponde a un modello unico né a un solo scopo. Esiste il castello-villaggio popolato da decine di nuclei familiari, la residenza signorile che sorveglia e ostenta, il presidio militare, il polo di raccolta e trasformazione dei prodotti della terra, il luogo dove si custodisce, si computa, si redistribuisce. Ciascuna di queste vocazioni lascia impronte materiali riconoscibili, e proprio là dove il terreno è stato letto con metodo quelle impronte tornano leggibili.
L'esposizione si affiderà a casi toscani ben scavati archeologicamente, contesti dove decenni di ricerca stratigrafica illuminano non solo le architetture, ma i gesti quotidiani, i mestieri, le diete, i conflitti e le forme di convivenza delle persone che quei siti hanno vissuto. Si tratta di un patrimonio di cantieri divenuto scuola per l'archeologia medieval e italiana, che consente di trattare il medioevo sulla base di dati verificabili anziché di luoghi comuni.
Marco Valenti è professore ordinario di Archeologia Medievale all'Università di Siena. Fra i principali specialisti dell'archeologia degli insediamenti, dei villaggi e dei castelli, ha diretto per molti anni scavi e progetti dedicati alla ricostruzione del paesaggio medievale toscano. Alla statura dello studioso di eccellenza unisce una dote che il pubblico avverte immediatamente: è un divulgatore straordinario, abile nel tradurre la sequenza stratigrafica in narrazione e nel comunicare la complessità della ricerca senza banalizzarla, con chiarezza, ironia e passione.








































