Dopo la sconfitta dei bianconeri per 3-2, le parole in sala stampa di Voria, Rossetti e Bernardini

Lucchese-Siena 3-2, Rossetti: «Senza quegli errori siamo più forti». Voria: «Dobbiamo lavorare»
Il Siena esce sconfitto 3-2 dal derby sul campo della Lucchese al termine di una partita ricca di episodi e rimpianti. I bianconeri pagano soprattutto alcuni errori, riescono a rimettere in piedi la gara nella ripresa, ma nel finale arriva l’episodio che consegna la vittoria ai rossoneri.
In sala stampa parla per primo Simone Rossetti, autore di uno dei gol bianconeri, che individua nelle disattenzioni il principale problema del Siena.

Rossetti: «Con la palla abbiamo creato tanto, ci manca attenzione»
Tra i protagonisti della rimonta del Siena c’è Simone Rossetti, autore del suo primo gol in bianconero. Una soddisfazione personale che passa però completamente in secondo piano davanti alla sconfitta.
«Non sono contento. Come tutti gli attaccanti mi interessa segnare, ma l’obiettivo principale è vincere le partite. Quindi non posso essere soddisfatto per il mio primo gol».
Rossetti vede alcune somiglianze con la precedente trasferta ad Altopascio.
«È stata una partita quasi fotocopia. Evidentemente non abbiamo ancora imparato la lezione. Da martedì dobbiamo voltare pagina, lavorare su questi errori e cercare di non commetterli più». L’attaccante non condivide però l’idea di un Siena partito lentamente.
«Secondo me con la palla abbiamo disputato un’ottima partita. Abbiamo creato una decina di occasioni, io da solo ne ho avute tre e abbiamo colpito anche due pali. Il problema non è stato l’approccio e nemmeno quello che abbiamo fatto con il pallone».
Il vero limite, secondo Rossetti, è stato un altro: «Abbiamo avuto problemi di attenzione. Era successo anche a Tau ed è successo di nuovo qui. Quando giochi contro attaccanti e calciatori del livello della Lucchese, certe disattenzioni le paghi. Dobbiamo essere tutti più attenti, partendo da noi attaccanti fino ad arrivare al portiere».
«La Lucchese è forte, ma l’abbiamo aiutata noi»
Rossetti riconosce il valore degli avversari: «È un’ottima squadra, con tanti giocatori di altissimo livello e con alcuni di loro ho anche giocato. Però, soprattutto nel primo tempo che ho osservato dalla panchina, non credo che abbiano dovuto fare cose straordinarie per indirizzare la partita. Li abbiamo aiutati molto noi».
Alla domanda sul valore del Siena nel confronto con una diretta concorrente, l’attaccante risponde in maniera netta: «Se togliamo questi errori senza palla siamo più forti degli altri».
Voria: «Ha detto tutto Rossetti. Non possiamo regalare così»
Proprio dalle parole di Rossetti prende il via la conferenza di Gill Voria. Un giornalista ricorda al tecnico la frase pronunciata poco prima dall’attaccante: «Se il Siena non commette quegli errori è più forte degli altri».
La risposta di Voria è immediata: «Ha detto tutto, allora possiamo anche andarcene». «Avete visto tutti la partita. Abbiamo giocato contro una grande squadra, con un grande potenziale. Se però gli faciliti anche la situazione diventa dura. Eravamo riusciti a rimettere in sesto la partita e poi abbiamo preso un altro gol evitabile».
Per Voria la strada da seguire è una sola: lavorare. «Non conosco altri metodi. Dobbiamo lavorare il più possibile perché siamo già in ritardo, inutile girarci intorno».
Il tecnico non cerca alibi quando gli viene chiesto di analizzare gli errori che hanno portato ai primi gol della Lucchese.
«Cosa vogliamo analizzare? Sono errori. Li fanno anche in Serie A e possiamo farli pure noi. Non posso buttare la croce addosso a dei ragazzi giovani, anche perché gli errori non sono stati soltanto dei giovani».
Voria si sofferma anche sull’episodio del rigore che ha deciso la partita, ricordando come si tratti del terzo penalty fischiato contro il Siena in cinque gare.
«Io parlo poco degli arbitri. Quella doveva essere una situazione nella quale non ci fosse nemmeno il minimo dubbio di poter fischiare un rigore. Non l’ho rivisto e non voglio nemmeno stare troppo a parlarne». Il tecnico preferisce comunque partire dalle responsabilità della propria squadra: «Prima bisogna analizzare i nostri errori, poi andare a guardare anche quelli degli altri. Possono essere una scusante, ma a me non piace trovare scuse».
Resta il rammarico per una trasferta nella quale il Siena ha dimostrato di poter mettere in difficoltà un avversario di valore.
«In trasferta abbiamo fatto un pareggio e siamo andati sempre sotto. Abbiamo disputato anche grandi partite, ma le abbiamo perse. Non era semplice venire a Lucca e recuperare una gara del genere dopo il primo tempo, perché davanti hanno un potenziale che fa paura».
Più che per l’inizio della gara, la rabbia di Voria è legata soprattutto al modo in cui è maturato il definitivo 3-2.
«Mi ha fatto più arrabbiare l’ultimo gol. A quel punto pensavo addirittura di vincere la partita. Sono sempre positivo e credevo che la Lucchese potesse accusare il contraccolpo dopo il nostro pareggio. Una squadra che ha delle ambizioni deve riuscire a portare a casa almeno un punto».
Voria chiarisce poi la scelta di lasciare inizialmente in panchina Mastalli. «Non sai quanto mi dispiace non far giocare quel ragazzo, perché lo amo come giocatore e come professionista. Devo però fare tante valutazioni e purtroppo esiste anche il discorso delle quote. Devo cercare di pensare a tutto: non soltanto a quando la palla è in gioco, ma anche alle palle ferme e alle caratteristiche degli avversari. Non è stata semplicemente una scelta per avere maggiore equilibrio».
La ricetta per ripartire resta il lavoro: «Nella mia carriera ne ho prese tante anche da giocatore. Ho avuto la fortuna di disputare più di duecento partite tra i professionisti e ho attraversato momenti molto difficili. Mi mettevo sotto e lavoravo. È l’unico metodo che conosco, per me non ce ne sono altri».
Bernardini: «Orgoglioso della Lucchese, abbiamo saputo soffrire»
Soddisfazione, invece, nelle parole dell’allenatore della Lucchese Bernardini, che parte facendo i complimenti al Siena.
«Il Siena ha giocato una partita importante. Noi siamo stati bravi nel primo tempo a trasformare alcuni dei loro punti di forza in punti deboli. Abbiamo preparato la gara con grande umiltà, rinunciando anche a qualcosa di quello che solitamente vogliamo fare».
Bernardini sottolinea soprattutto la capacità della Lucchese di soffrire nei momenti più complicati.
«Questa squadra aveva bisogno di una prestazione di grande umiltà e di trovare certezze anche attraverso la sofferenza. Sono orgoglioso dei ragazzi. Sono stati encomiabili, al netto degli errori che fanno parte di un percorso di crescita».
Secondo il tecnico, si sono affrontate due formazioni in momenti differenti del proprio percorso.
«Da una parte c’è una squadra che nasce da un percorso iniziato un anno e mezzo fa, dall’altra una squadra che si sta ancora conoscendo. Sono proprio queste difficoltà che possono rafforzarci. Il nostro obiettivo è arrivare a essere belli e pratici come il Siena. Ci vuole tempo e, quando non si può essere belli, bisogna essere umili. Oggi lo siamo stati».
«Dionisi? Non è un giocatore da venti minuti»
«Sarebbe riduttivo pensare che possa essere un giocatore da venti minuti. Dipende dal piano gara. Oggi cercavamo di appoggiarci sulla punta perché non volevamo palleggiare a venti metri dalla nostra porta, ma a quaranta. Abbiamo quindi scelto inizialmente un giocatore con caratteristiche diverse».
Una possibilità resa possibile dalla profondità dell’organico: «La società in estate mi ha messo a disposizione una rosa che mi permette di cambiare di partita in partita anche in base alle caratteristiche dei giocatori. Non era tanto una scelta per sfruttare Federico negli ultimi venti minuti, quanto per sfruttare Gioè nei primi settanta».
Per quanto riguarda le condizioni fisiche, Mele ha lasciato il campo dopo aver ricevuto un colpo, mentre per Dionisi le prime sensazioni non fanno pensare a problemi seri. «A occhio non dovrebbe essere nulla di grave. Domani ne sapremo qualcosa in più».
«Il Siena, se perdi compattezza, diventa devastante»
Bernardini riconosce infine le difficoltà vissute dalla Lucchese nella ripresa, quando il Siena ha aumentato la pressione fino a trovare il pareggio.
«Il Siena è una squadra che, se non sei compatto, diventa devastante, soprattutto su un campo di queste dimensioni. Abbiamo fatto un po’ di fatica a gestire le loro caratteristiche, soprattutto quando hanno messo due punte con quella struttura».
Anche le scelte dalla panchina sono state condizionate dalla necessità di mantenere equilibrio e centimetri, soprattutto sulle palle inattive.
«In questi campionati le palle ferme giocano un ruolo fondamentale. Devi sempre fare delle scelte che tengano conto sia del campo sia delle palle inattive, che in queste categorie possono spostare molto».
Christian Carapelli







































