Il campione di rally e contradaiolo della Torre racconta le emozioni dell'attesa per la Carriera e guarda già al prossimo appuntamento mondiale in Sardegna.

Il Palio è sicuramente una parte importante della sua vita. Lorenzo Granai, campione di rally e contradaiolo della Torre, vive con particolare partecipazione i giorni che precedono la Carriera. Tra aspettative, speranze e inevitabili incognite, l'attesa è già parte dello spettacolo.
Granai, quali sono le sue aspettative e le sue speranze in vista del Palio?
«Le speranze ci sono sempre.

Questa volta è arrivato il cavallo Donrodrigo, e con lui la monta di Giuseppe Zedde. Vediamo se riusciremo a fare un bel Palio, che sarà sicuramente importante per tutte le contrade impegnate».
Nel Palio, però, le previsioni possono cambiare rapidamente.
«Fare previsioni nel Palio è sempre difficile, ed è anche questo il bello. Vediamo cosa succederà nei prossimi quattro giorni: poi sarà il Palio a decidere. Ci sono sempre mille incognite e altrettante possibili soluzioni che si possono immaginare, ma alla fine può succedere tutto il contrario di quello che avevi previsto. È proprio questa imprevedibilità a rendere il Palio così affascinante».
L'assegnazione di Donrodrigo a Giuseppe Zedde ha fatto crescere ulteriormente l'entusiasmo.
«Sicuramente la monta di Giuseppe fa salire le aspettative e rende la coppia ancora più interessante. C'era davvero tanto entusiasmo. Eravamo a pranzo quando abbiamo saputo la notizia e siamo esplosi di gioia».
Da circa un anno, invece, c'è molta curiosità sul suo futuro nel rally. Che cosa farà Lorenzo Granai?
«Per il momento guardo al 16. Poi penserò alle gare. Quest'anno ne ho disputate un po' meno rispetto agli anni scorsi: non ho partecipato al Campionato Italiano, ma prenderò parte al Rally Italia Sardegna, la tappa italiana del Campionato del Mondo.
Sto preparando questo appuntamento, che è in programma tra la fine di settembre e il primo weekend di ottobre. Dal punto di vista sportivo, in questo momento il mio obiettivo è proprio quello.
È un'esperienza particolare, una partecipazione al Mondiale che capita una volta ogni tanto, ma essendo la tappa italiana ci tenevo molto a esserci. Inoltre, sembra che questo possa essere l'ultimo anno del Mondiale in Sardegna. Io ho disputato la prima edizione nel 2004 e, se tutto va come previsto, parteciperò anche all'ultima, quella del 2026.
L.C.









































