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LOJUDICE AGLI STUDENTI: "A SCUOLA UNA LEZIONE DI UMANITÀ E INTEGRAZIONE"

News inserita il - Attualità Siena

Il cardinale invita i giovani al dialogo, all’accoglienza e alla pace. Il 2 ottobre la Messa nella basilica di San Francesco a Siena

LOJUDICE AGLI STUDENTI: "A SCUOLA UNA LEZIONE DI UMANITÀ E INTEGRAZIONE"

«Si torna sui banchi di scuola, si torna a vivere una delle esperienze più belle della vostra vita». È il messaggio che il cardinale Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino e Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, rivolge agli studenti in vista della riapertura delle scuole nella provincia di Siena.

«Magari oggi non vi rendete conto di questo – sottolinea il cardinale – ma quando sarete più là con l’età, questi anni li ricorderete con piacere ed anche nostalgia».

La scuola, nelle parole di Lojudice, è prima di tutto esperienza di incontro. «È il periodo in cui tutti noi impariamo a vivere e a confrontarci con un mondo diverso dalle nostre famiglie, con una realtà che ci mette gomito a gomito, banco su banco, accanto a compagni e compagne di scuola che hanno una storia diversa dalla nostra».

Non ci sono soltanto le materie e i grandi autori da studiare. «La scuola è il luogo dell’incontro, non c’è dubbio, non solo con Dante, Petrarca e Manzoni e con le equazioni di primo e secondo grado, con Virgilio e Cicerone, ma anche e soprattutto con l’umanità».

Un incontro che significa anche imparare a stare insieme. «La scuola è anche il luogo dove si impara la convivenza civile basata sulle regole, ma soprattutto sul rispetto di ogni persona così com’è. Senza pregiudizi. Non conta il colore della pelle, la lingua parlata o il censo. Conta solo il fatto che siate sempre pronti ad essere capaci di mettervi in gioco nell’incontro con chi vi sta accanto».

È nelle aule, prosegue Lojudice, che ogni giorno «c’è un’umanità che si confronta, che cresce, si forma, che pensa, che spera e sogna». Ed è sempre nelle classi «di ogni grado e livello» che «prende forma il nostro futuro, il vostro futuro».

«Ogni volta che passo accanto a una scuola e sento il vostro vociare, le lezioni dei vostri insegnanti – aggiunge il cardinale – percepisco che in quel momento state costruendo qualcosa di importante per il domani delle nostre comunità e del nostro Paese: e questo, nonostante tutto quello che capita fuori, nel mondo».

Lo sguardo si sposta così sulla situazione internazionale, definita «veramente critica con guerre, bombardamenti e ritorsioni economiche». Per Lojudice, uno dei problemi centrali è la progressiva perdita della capacità di confrontarsi: «Non si dialoga più! Si preferisce l’urlo, lo scontro, la prevaricazione. Questa sembra la via più facile, ma non lo è».

Proprio per questo la scuola deve percorrere una strada diversa. «Deve essere il luogo del confronto, della dialettica costruttiva ed anche del dubbio inteso come crescita. Dobbiamo tutti insieme fare in modo che rimanga il “cortile dei gentili”, di coloro che credono nell’umanità dialogante, tollerante ed inclusiva».

Le aule diventano così, nelle parole del cardinale, «i contenitori privilegiati dei germogli del nostro futuro», da coltivare «in un’atmosfera di pace, fratellanza e solidarietà».

Un messaggio rivolto direttamente ai ragazzi: «Il mondo fuori ci dice il contrario, ma voi ragazzi so che non cadrete nell’inganno. D’altronde potete constatare di persona i risultati raggiunti da questa logica iniqua: guerre, morti, fame e devastazioni».

Lojudice ricorda quindi l’anno francescano, legato agli 800 anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia, annunciando un appuntamento rivolto al mondo della scuola.

«Per tutti voi studenti, in particolare quelli delle scuole superiori di Siena, ma anche per i Dirigenti, i genitori, i docenti e tutto il personale Ata, con il comitato organizzatore diocesano dell’anno giubilare francescano, abbiamo pensato di proporre il prossimo 2 ottobre 2026, alle ore 17, in prossimità della Festa Nazionale di San Francesco d’Assisi, la celebrazione di una Messa nella basilica omonima di S. Francesco a Siena».

La celebrazione sarà anche un momento dedicato alla pace. «Offriamo questa possibilità per presentare questo luminoso testimone di fede per la nostra Nazione e per pregare per la pace, per i giovani della nostra Nazione e del mondo intero, affidando tutti all’intercessione del Serafico Patrono d’Italia».

Infine, la domanda che lo stesso cardinale rivolge idealmente agli studenti: «Ma noi cosa possiamo fare?».

La risposta parte dalla responsabilità personale. «Dovete essere “voi stessi”», afferma Lojudice, richiamando Santa Caterina da Siena: «Se sarete quello che dovete essere porterete fuoco nel mondo».

L’invito è a essere «ragazzi e ragazze innamorati della vita, aperti all’incontro e all’accoglienza», nella consapevolezza che «un piccolo gesto di pace e di solidarietà fatto oggi, sarà domani, per tutti noi, una vera rivoluzione per un mondo diverso e più giusto».

Da qui l’augurio con cui Lojudice accompagna studenti e comunità scolastica verso il nuovo anno: «Possiate essere, sempre, nella vostra vita costruttori di ponti con chiunque incontrerete nelle vostre strade».

 

 

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