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L'IPPICA: UNO SPORT NEL CUORE DEGLI ITALIANI

News inserita il 14-06-2019 - Sport

Nemmeno le due guerre mondiali furono in grado di fermare questa passione dilagante

Quando si pensa alle corse di cavalli in Europa, ci sono quattro nazioni principali che vengono in mente: Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Italia.

Queste nazioni si trovano al vertice non solo per la passione che i fanatici di questo sport sono in grado di trasmettere, ma anche perché qui sono stati forgiati alcuni dei più grandi addestratori, fantini e cavalli che il mondo abbia mai visto. Anche se l'Italia è forse piú conosciuta per le sue imprese calcistiche, l'ippica rimane comunque una grande attrazione per gli appassionati di questo sport.

Le principali corse di cavalli italiane

L’Italia offre meno gare ippiche rispetto agli altri Paesi europei precedentemente citati, ma sarebbe un grave errore non considerare la qualità di queste corse. Come si suol dire “poche, ma buone!”. Ci sono anche casi in cui è possibile offrire una grande quantitá di servizi mantenendo alta la qualitá, come si puó vedere leggendo una recensione su Leovegas casino per esempio, ma spesso non è necessario offrire una quantitá enorme di eventi per avere successo. E questo è il caso dell’ippica in Italia.

Il Gran Premio di Merano è di gran lunga la corsa più prestigiosa d'Italia con un montepremi molto alto - 250.000€ nel 2018 -, ha una grande tradizione ed è differente da qualsiasi altra corsa ippica italiana. Per questi motivi è molto amato da appassionati e scommettitori. Questo percorso altamente sperimentale coinvolge i partecipanti lungo una pista di 5.000 metri in cui i cavalli devono affrontare 24 ostacoli di varia natura. Or Jack è l'unico cavallo che è riuscito a vincere la gara in tre diverse occasioni, mentre il leggendario fantino francese, Christophe Pieux, ha conquistato quattro vittorie nella sua brillante carriera.

Altre fra le migliori corse italiane sono le gare appartenenti al cosiddetto “Gruppo 1” che si svolgono all'Ippodromo di San Siro a Milano e all'Ippodromo di Capannelle a Roma, in particolare il Premio Vittorio di Capua.

La storia dell’ippica

La storia dell’ippica risale davvero a tanto tanto tempo fa. È interessante notare che i cavalli sono stati utilizzati per le corse in tutti gli angoli del globo, dalla Corea del Sud alla Mongolia, dalla Cina all'Australia, senza dimenticare l'America e, naturalmente, l'Europa. Giá all’epoca degli antichi greci, grazie alla descrizione di una corsa presente nel Libro XIII dell’Iliade di Omero, si incontrano testimonianze di gare ippiche. Stiamo parlando di circa 2700 anni fa. Qui le corse ippiche erano perlopiú in quadrighe o bighe.

Dopo la Grecia, è Roma ad ospitare corse di cavalli. Le testimonianze risalgono al VI secolo a.C. durante il regno di Tarquinio Prisco. Egli addirittura fu colui che inizió i lavori per il Circo Massimo, adibito proprio alle corse di cavalli. Al tempo i cavalli venivano addestrati nella cosiddetta basilica equestris ed ognuno aveva il suo certificato di origine. Come ai tempi odierni, anche allora i cavalli erano circondati da un team di veterinari, sellai e, addirittura, sarti. Durante il Medioevo le corse ippiche si trasformarono in palii, dove i cavalli venivano montati perlopiú senza sella.

Parlando di ippica moderna possiamo dire che questa nasce nello specifico in Gran Bretagna. Qui le gare avevano una regolamentazione precisa con percorsi definiti. Enrico VIII fu uno dei primi a fondare un importante allevamento di cavalli da corsa. Fu poi nel 1750 che degli appassionati di questo sport fondarono il Jockey Club, diventato poi l’organo regolamentatore di tutte le corse di cavalli. La passione per i cavalli e per le corse non rimase peró statica in Gran Bretagna. Il progresso tecnologico, ed in particolare il miglioramento dei trasporti, portò lo sport ad un pubblico più ampio e le corse aumentarono rapidamente in tutta Europa - Italia inclusa - durante tutto il XIX secolo. Nemmeno le due guerre mondiali furono in grado di fermare questa passione dilagante. Le corse infatti, anche se in forma limitata, continuarono anche in questi periodi.

I cavalli e le corse ippiche ancora adesso continuano ad affascinare il pubblico e sembrano destinate a farlo per molto tempo ancora.

 

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