Dall’Università di Siena un progetto globale che usa droni, LiDAR e intelligenza artificiale per mappare siti archeologici invisibili sotto le foreste

Esplorare ciò che oggi resta invisibile agli occhi umani: è questa la missione di LidArc Initiative, il progetto internazionale coordinato dall’Università di Siena in collaborazione con Global Digital Heritage.
Guidata dal professor Stefano Campana, l’iniziativa punta a rivoluzionare lo studio dei paesaggi archeologici nascosti sotto la vegetazione attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate. Rilievi LiDAR ad altissima risoluzione, effettuati tramite aerei e droni, vengono combinati con sistemi di intelligenza artificiale capaci di accelerare l’analisi dei dati e le verifiche sul campo.
Il progetto, finanziato dalla Hitz Foundation con circa 10 milioni di euro, coinvolge un ampio network internazionale che comprende istituzioni come la Fondazione Bruno Kessler, l’University of Cape Town e le università statunitensi Tulane e Texas Austin.
Dopo la presentazione ufficiale al Digital Heritage World Congress di Siena nel 2025, LidArc è entrato nella fase operativa con attività distribuite su scala globale: dalla Toscana al Mediterraneo, fino all’Africa subsahariana e all’America Centrale.
La tecnologia LiDAR consente di “penetrare” la copertura forestale e individuare strutture archeologiche altrimenti invisibili, aprendo nuove prospettive nello studio di insediamenti preistorici, etruschi, romani e medievali. In Toscana meridionale è già stata completata una scansione di circa 5.000 chilometri quadrati, la più estesa mai realizzata in Europa per scopi archeologici.
L’obiettivo è ambizioso: passare da una conoscenza frammentaria a una visione continua dei paesaggi storici, ricostruendo l’evoluzione dei territori e dei sistemi produttivi nel tempo.
Attualmente attivo in una decina di Paesi, LidArc mira a costruire una mappatura globale dei paesaggi archeologici, promuovendo al tempo stesso la condivisione aperta dei dati. Una svolta che, secondo i ricercatori, potrebbe portare in futuro a riscrivere la storia di intere aree e delle comunità che le hanno abitate.





































