Il cardinale esprime dolore per la morte del parroco maronita di Qlayaa, colpito durante un raid nel sud del Libano. Il messaggio di cordoglio della CEI e l’appello alla pace in Medio Oriente

Dolore e cordoglio per la morte di padre Pierre Al-Rahi, parroco maronita del villaggio di Qlayaa, nel sud del Libano, ucciso durante un raid israeliano. A esprimere la propria vicinanza è il cardinale Augusto Paolo Lojudice, che ha ricordato il sacerdote come «un prete in prima linea accanto ai fedeli cristiani sempre più in difficoltà».
«È una notizia triste che mi ha colpito profondamente», ha dichiarato il porporato, sottolineando come molti sacerdoti della regione continuino a restare accanto alle loro comunità nonostante le violenze e l’instabilità che segnano l’area.
Il cardinale ha definito la morte di padre Al-Rahi «l’ennesima tragedia di una guerra senza senso», che colpisce soprattutto la popolazione civile. Le comunità diocesane italiane, ha aggiunto, si uniscono al messaggio di cordoglio inviato dalla Conferenza episcopale italiana al cardinale Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti.
Nel messaggio dei vescovi italiani si ricorda il sacrificio del sacerdote, rimasto accanto alla sua gente nonostante il pericolo. «Preghiamo per padre Pierre – si legge – che non ha voluto abbandonare la sua terra, testimoniando fino all’ultimo l’amore per il popolo affidato alle sue cure». Il suo esempio, aggiungono i presuli, rappresenta «un seme di amore e riconciliazione in un tempo segnato da odio e divisione».
La CEI rinnova infine l’appello alla pace, affidando il sacerdote «alle braccia misericordiose del Padre» e chiedendo la fine delle violenze in Medio Oriente. «La guerra non è mai la soluzione – conclude il messaggio – ma una sconfitta per tutti». Un appello che si unisce a quello di Papa Leone XIV perché «cessi il fragore delle bombe e si apra uno spazio di dialogo in cui possa essere ascoltata la voce dei popoli». (Foto arcidiocesi.siena.it)





































