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LE CARRIERE DAL 1633 AL 1691 RACCONTATE DA ORLANDO PAPEI SU ILPALIO.ORG

News inserita il 12-12-2018

Lunghe ricerche d'archivio alla base di un volume per scoprire gli albori della Festa senese  

La strenna arriva in pieno clima natalizio, ma ai fiocchi di neve preferisce qualche granello di tufo e, già che siamo in tema, toglie la…polvere dei secoli da uno spaccato di storia tutt’altro che facile da far venire alla luce.
Bisogna dire grazie, ancora una volta, ad Orlando Papei ed al suo infaticabile lavoro di ricerca se durante le Feste ci si può dedicare alla lettura de “I Palii dal 1633 al 1691. Riflessioni e altre piccole curiosità”, volume che l’autore ha deciso di mettere on line sul monumentale url www.ilpalio.org, permettendone il download gratuito (versione .pdf) fino al 7 gennaio 2019. Riassunta ed ordinata in oltre due anni di visite agli archivi cittadini (Papei ha collaborato con Filippo Pozzi, che fra il 2014 ed il 2016 gli ha aperto le porte dell’Archivio Storico del Comune di Siena, ma nei confronti dell’autore la disponibilità alla consultazione di faldoni e documenti è arrivata anche da parte dell'Archivio della Curia Arcivescovile, dell'Archivio di Stato e, sostanzialmente, dagli Archivi Storici delle Contrade), l’enorme mole di dati raccolti contribuisce a mettere un primo punto fermo sugli albori della storia del Palio ma costituisce pure una memoria sulla quale studiosi e appassionati potranno poggiare, in futuro, ulteriori ricerche.
L’argomento, del resto, è vasto e complesso da “mettere a terra”, sia perché non esiste una documentazione ufficiale a supporto (i cancellieri di Biccherna iniziano a redigere verbali sul Palio alla tonda dal 1692), sia perché ci si scontra con una storiografia che è giunta ai nostri giorni frammentaria e spesso fantasiosa, pur nel rispetto, massimo, dovuto a quegli eruditi (lo Zazzeroni, il Grassi, il Lisini, tanto per citare i più celebri) che tante pagine fondamentali hanno saputo scrivere su Siena e le sue tradizioni basandosi su manoscritti ed autori vissuti, però, nei secoli successivi al Seicento e quindi mai testimoni diretti di quell’evento, il Palio per la Madonna di agosto, che la Balia senese stabilì, con determina del 12 luglio 1633, di spostare dentro la Piazza del Campo nonostante tutto intorno alla città l’epidemia di peste avesse portato alla proibizione di altre fiere.
Lo vinse la Tartuca, quel primissimo Palio, corso a ferragosto (era lunedì, se può interessare) e testimoniato da un incisione di Bernardino Capitelli, oggi conservata in una sala di Palazzo Pubblico. Un campo minato, l’attribuzione delle vittorie di quel periodo, oggetto nel tempo di carteggi ed arbitrati fra le singole Contrade ed il Comune di Siena: Papei si è ben districato in un simile labirinto di fonti (tutte citate e molte delle quali inedite) e, anche se la sua opera non ha pretese differenti da quelle ispirate al più genuino spirito divulgativo, a margine nasce spontanea la riflessione sulla possibilità, in futuro, di completare (ed in qualche caso aggiornare) l’Elenco Generale in possesso del Comune . Caso emblematico quello del Palio del 2 luglio 1654, che il suddetto elenco attribuisce al Valdimontone ma che il Valdimontone potrebbe in realtà non aver mai corso (tra le memorie della Compagnia della Santissima Trinità, alle quali la Contrada dei Servi fa tutt’oggi riferimento, si fa cenno alla prima partecipazione della stessa ad un Palio alla tonda, che è datata 1660) e che, se davvero mai fu disputato (Virgilio Grassi sostiene il contrario), potrebbe anche finire per avallare l’attribuzione che se ne fa la Chiocciola, per quanto questa non sia suffragata da alcuna prova.

Matteo Tasso

 

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