LA VALDELSA FA FRONTE COMUNE PER DIFENDERE IL PUNTO NASCITE

News inserita il 28-01-2026 - Attualità Siena

Il processo di denatalità in atto da decenni mette a rischio il reparto dell'ospedale di Campostaggia

La grande vasca resta sempre più vuota così come le stanze del reparto di maternità, dove un decennio fa le mamme di mezza Italia si incontravano per vivere la magia del parto.
L'ospedale di Campostaggia rischia di perdere il proprio punto nascite, un grande smacco per il nosocomio, dove questo reparto è un'eccellenza. Tutte le famiglie che hanno vissuto la nascita di un figlio, o una figlia, a Poggibonsi, hanno ne hanno sempre lodato empatia, preparazione e umanità. Nonostante gli apprezzamenti il fenomeno della denatalità nazionale mette in crisi anche la Valdelsa.
Dal 2000 quando è entrato in funzione il nuovo ospedale il reparto di ostetricia è stato la punta di diamante della struttura, la grande vasca per il parto in acqua era una novità in Italia, in quegli anni Poggibonsi era la destinazione finale di tante coppie che volevano mettere al mondo i propri figli, che arrivavano qui da tutto lo stivale.
Un epoca ormai passata, sempre meno bambini nascono nel nostro Paese e anche per Campostaggia è arrivato il momento di fare i conti con questa realtà. Diminuiscono le mamme che partoriscono in Valdelsa e la Regione Toscana ha sancito che questo punto nascite, insieme a quello di Nottola non rientra nei parametri minimi. Ciò significa che se il trend venisse confermato nei prossimi anni, potrebbero essere chiusi. Questa notizia ha mobilitato i sindaci di Poggibonsi Cenni e Colle Val d'Elsa Pii, ha unito nelle proteste a difesa del reparto sia il Pd che tutti i partiti e i movimenti politici locali di ogni schieramento.
“Il reparto di Campostaggia dice - la sindaca di Poggibonsi Cenni - può rivendicare una tradizione di grande capacità attrattiva e una storia importante che non può essere cancellata da poche decine di parti. Il reparto, dove fra le altre cose, opera da pochi mesi un nuovo primario, è caratterizzato da grande competenza e professionalità. Un servizio essenziale, presidio di salute, che siamo certi che saprà rispondere con qualità alle sfide che sarà chiamato ad affrontare. La sua tutela è una responsabilità che ci coinvolge tutti e tutte e che guarda prima di tutto alla difesa della comunità da un danno grave motivato da criteri non più attuali”. si può rivendicare una tradizione di grande capacità attrattiva e una storia importante che non può essere cancellata da poche decine di parti. Il reparto, dove fra le altre cose, opera da pochi mesi un nuovo primario, è caratterizzato da grande competenza e professionalità. Un servizio essenziale, presidio di salute, che siamo certi che saprà rispondere con qualità alle sfide che sarà chiamato ad affrontare. La sua tutela è una responsabilità che ci coinvolge tutti e tutte e che guarda prima di tutto alla difesa della comunità da un danno grave motivato da criteri non più attuali”.
"I dati - sottolinea il sindaco di Colle Val d'Elsa Piero Pii - ci dicono che nel 2025, pur dentro una crisi demografica che riguarda tutto il Paese, a Colle abbiamo registrato una nascita in più rispetto al 2024. È un segnale piccolo, ma importante, perché ogni nascita non è solo un numero: è una storia, una scelta di fiducia, una comunità che guarda al futuro. Ed è proprio sulla fiducia che vogliamo lavorare. Per questo stiamo portando avanti un progetto che ha un obiettivo chiaro: fare dell’ospedale di Campostaggia il punto di riferimento naturale per le nascite di tutta la Valdelsa. Non solo come luogo tecnico, ma come spazio accogliente, riconoscibile, vicino alle persone, visto che Campostaggia è anche un Bfh (Baby Friendly Hospital Unicef)". Ottimo per cure e allattamento. In accordo con gli operatori sanitari è in costruzione un percorso di accompagnamento alla nascita che inizi prima dei sette mesi di gravidanza. Con corsi diffusi sul territorio, anche coinvolgendo volontari qualificati. Un lavoro di squadra che rafforza, non sostituisce, il servizio pubblico. Con lo scopo di creare attorno alle future mamme e famiglie una rete di accoglienza vera. "Difendere il punto nascita – aggiunge Pii – non significa solo opporsi ai tagli o contestare parametri numerici: significa investire nella relazione tra ospedale e territorio, ricostruire fiducia, rendere visibile la qualità e l’umanità dei servizi che già esistono".
Sulla stessa linea sono schierate tutti gli altri partiti e le liste civiche locali.
Viene chiesto alla Regione di rivedere i parametri di valutazione tenere conto della situazione demografica nazionale abbassando i valori minimi consentiti. Visto il trend di questo periodo storico nei prossimi cinque anni sarebbero molte le chiusure in tutta la Toscana a per mancanza di neonati.
Per la Valdelsa e per molte zone interne della regione sarebbe una grave perdita. Per questo l'auspicio collettivo è quello di passare da una logica di semplici numeri a quella di valore.
Reparti come quello di Poggibonsi sono un'eccellenza che incrementa la qualità della vita di un territorio, l'attrattiva sociale e il benessere collettivo. Tre valide ragioni per ripensare la sanità e rivedere le decisioni.

Filippo Landi

 

 

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