Inaugurato un nuovo murale ispirato agli 80 anni della Liberazione: arte, memoria e sostenibilità ridisegnano la palestra della scuola comunale

La facciata della palestra della scuola comunale di Rosia si trasforma in un’opera di street art dedicata alla memoria storica e al rapporto tra uomo e ambiente. È stato inaugurato questa mattina il nuovo murale realizzato dall’artista italiano Gola Hundun, nell’ambito di un progetto promosso dal Comune di Sovicille.
L’intervento, curato da Gian Guido Maria Grassi e realizzato con il contributo del Consiglio regionale della Toscana e dell’associazione Start Attitude, rappresenta la nuova tappa di un percorso di riqualificazione urbana attraverso l’arte pubblica. Dopo il precedente intervento sulla palestra di San Rocco a Pilli, il progetto prosegue con l’obiettivo di valorizzare gli edifici scolastici come luoghi di identità collettiva e riflessione culturale.
L’opera è dedicata agli 80 anni della Liberazione e sviluppa una narrazione simbolica che intreccia memoria storica e sensibilità ambientale. Al centro della composizione emerge il papavero, elemento ricorrente nel linguaggio artistico di Gola Hundun: un fiore che richiama il sangue versato per la libertà ma anche la capacità di resistere e rinascere nei contesti più difficili.
Il murale si sviluppa così come un doppio percorso interpretativo: da un lato il richiamo alla Liberazione dal nazifascismo, dall’altro una riflessione più ampia sull’equilibrio tra essere umano e natura, intesa come dimensione fondamentale dell’esperienza contemporanea.
“Trasformare i luoghi della quotidianità e della formazione in spazi di riflessione e di stimolo culturale è il modo migliore per far crescere i cittadini di domani”, ha dichiarato il sindaco Giuseppe Gugliotti, sottolineando il valore simbolico dell’intervento in un contesto scolastico.
Secondo il curatore Gian Guido Maria Grassi, le scuole rappresentano presìdi fondamentali per la comunità, spazi in cui i giovani condividono esperienze e valori, rendendo l’arte uno strumento di crescita e lettura del territorio.
Anche l’artista Gola Hundun ha evidenziato la dimensione concettuale dell’opera, descrivendo il muro come un “tempio della cultura e della coscienza”, in cui il richiamo alla Liberazione si estende a una riflessione più universale sul superamento dei condizionamenti e sul ritorno a una connessione autentica con la natura.




































