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LA POLITICA DEGLI INTERESSI, A SIENA È COME L'ARABA FENICE

News inserita il 24-07-2022 - Attualità

L'epopea degli dei e il delirio di onnipotenza che ha sbriciolato persone e soldi 

Poniamo il caso che siamo intorno agli anni 2000.

Poniamo il caso che sei un politico di successo.

Poniamo il caso che sei nel partito giusto, nel momento giusto, nel governo giusto.

Poniamo il caso che sei nella regione giusta della provincia giusta.

Poniamo il caso che hai a disposizione tutte le eccellenze del territorio. 

Poniamo il caso che il mondo caschi ai tuoi piedi e che soffri di delirio di onnipotenza: puoi sbriciolare a piacere materiale umano e tutti i soldi che ti passano davanti, sopra, sotto, dietro e in ogni luogo.

Ipotizziamo che esistano tre insiemi di potere che si intersecano perfettamente e inizi a sghignazzare sentendoti quasi un Dio in terra. Un dio pagano, certamente non cristiano.

Supponiamo che questi tre insiemi di potere, un po' occulti e un po' no, inizino a materializzarsi attraverso le opere concrete che rendono visibile l'invisibile.

Ammettiamo che una città intera venga sedotta da questi riti idolatrici, ammettiamo che parteciparvi darebbe lustro ed onore, chi vorrebbe starne fuori? Chi non vorrebbe godere un po' di quel lusso? Chi non vorrebbe far parte della festa? Chi vorrebbe stare lontano dal potere e dai favori? Meglio trarre giovamento da tutto questo "ben di dei", no?

Controllati e controllori tutti uniti in una grande famiglia ...e che riverenze!!!

Ci ricordiamo della prosopopea e della spocchia dei personaggetti decaduti, quando nei migliori locali di Piazza del campo, i migliori tavoli con vista colonnini erano riservati a loro, i soloni della "macchina senese", così grandi che furono inferiori solo al governo dei nove di medioevale memoria.

Oddio, qualcuno ogni tanto è volato dalla finestra (vedi la storia di Barbicone) ma si sa che i tempi sono cambiati e la riverenza del senese è quella più o meno menzionata nel libro “Maledetti toscani” del buon Curzio Malaparte.

“L'Unipartito" trionfò, ma purtroppo non trionfò Siena, e alla fine nemmeno i cittadini senesi: troppo orgogliosi per riconoscere e accettare sconfitte e fallimenti.

Poniamo ora il caso che siano passati due decenni e che hai abbracciato tutto per stritolare tutto, la corta memoria già si tinge di nuovi festini cerimoniosi per celebrare la “fuffa”, per celebrare tutta l'apparenza e la poca sostanza di questo mondo.

Poniamo il caso che sei invecchiato e che sei diventato una anziana cariatide di cui la politica ha solo uno sbiadito ricordo, ma credi di essere ancora influente....cosa fai? Ti addentri nei meandri dei rimasugli delle raccomandazioni partitiche? Oh certo, sei stato importantissimo ma adesso tutto quello che puoi fare è trovare un posto a un netturbino oppure raccomandare un disoccupato a una cooperativa. 

Invece al tempo prendevi anche i rubli e nessuno si scandalizzava che servissero all'organizzazione di nobili partiti popolari che adesso, arricchiti, sono diventati “chic”. Che strano, eppure la tua estrazione culturale era cristiana ed anche molto democratica.

Mettiamo il caso che dopo tanti anni cambino le mode politiche e si sposti l'attenzione su altre cose, da far sentire in imbarazzo un eterosessuale, domandandoci se è ancora normale che ci riproduciamo alla maniera classica. 

Infatti la più grande rivoluzione moderna è avvenuta quando un politico ci spiegò che esistono tre sessi... fu allora che capimmo di dover modificare tutti i bagni del parlamento.

Poi finalmente anche Siena risorse, come l'araba fenice, guardando bene le ceneri constatò che non era rimasta neanche la consolazione del tortellino al sugo della Festa dell'unità! Tempi amari si prospettavano per “l'unipartito” tanto amato e molto avvilito!

Ora si pensava agli ori persi, ai grandi banchetti, ai giacigli, ai tre sessi nei festini e a chi un tempo sapeva tutto di tutti (e dei denari di tutti).

Quanti avi si rivolteranno nella tomba! Se c'è ancora la tomba...

Simone Benvenuti 

 

 

 

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