LA PAGINA ''MIA MOGLIE'' ESEMPIO DI MISTIFICAZIONE: UNA DONNA GESTIVA IL SITO

News inserita il 13-01-2026 - Attualità Siena

Sorpresa nelle indagini sullo spazio social più sessista del 2025

È notizia recentissima l'identificazione del responsabile della creazione e della gestione del sito Mia moglie che a lungo ha fatto parlare di sé.
Si tratta, contrariamente a quanto si pensava, di una signora 52enne del tutto insospettabile (e del suo ex genero di 24 anni), colei che a Lecce ebbe, secondo la polizia postale, l'idea di una pagina dove venivano postate immagini e video di donne all'insaputa della persona ritratta.
Come diceva il titolo, si credeva che fosse un luogo dove tanti uomini postavano documenti di compagne, mogli, amiche filmate o fotografate in posizioni spesso conturbanti e con abiti succinti e quindi automaticamente venne ritenuto il frutto della fantasia e dell'intraprendenza di un uomo o gruppo di uomini, tra questi anche alcuni senesi. Quindi l'indignazione dei gruppi femminili creò uno scandalo che portò alla chiusura del gruppo la scorsa estate. Chiusura che venne preceduta da tante discussioni ovunque, online e sui social e sulla stampa, su quanto l'internet sia terribilissimo, quanto i social siano luoghi di perdizione e come sia usato in modo strumentale dai cattivi e perversi uomini del nostro tempo.
E giù critiche quindi a come revenge porn, stalking e tutta una lunga serie di crimini dai nomi perversamente anglofoni possano essere armi contro noi donne, vittime di una cultura della superficialità, della discriminazione e della violenza. Ma vi erano stati indizi, anche circa sei mesi fa, che lasciavano pensare che Mia Moglie non fosse esattamente questo, non fosse uno strumento in mano agli uomini per perseguitare le donne come spesso, troppo spesso, succede. Qualcosa sfuggiva e faceva pensare. Adesso, la notizia del forte coinvolgimento di una donna e del suo ex genero nella gestione della pagina poi chiusa dal social. La pagina forse fondata da un uomo, il marito poi deceduto, è stata poi gestita e portata avanti dalla moglie con grande capacità e in modo fuorviante così da fare credere che si trattasse dell'uomo cattivo di turno.
In una società dove obiettivamente si salta subito alle conclusioni, pure per frequenti fatti di cronaca devastanti e drammatici con uomini protagonisti in negativo, bisogna anche tenere presente che talvolta rimanere concentrati su un solo genere lesivo e aggressivo, quello maschile, non è sempre la via giusta.
Quindi la lezione da imparare è: non fermarsi mai alle apparenze e agli stereotipi. Guardare oltre e capire che vi sono anche mali nati da figure femminili come questa donna pugliese che sicuramente capiva di ledere le sue ''sorelle'' ma non ha avuto scrupoli nel farlo. La sorellanza, come viene a volte chiamata, ha tanti volti e non sempre fidarsi è bene.

Annalisa Coppolaro

 

 

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