I biancoverdi restano soli in vetta alla classifica: decisivi Pannini e Jokic, ma coach Vecchi non fa sconti alla prestazione

NOTE DI SIENA-GRANTORINO 76-64 (17-19; 42-32; 60-50)
NOTE DI SIENA: Belli 5, Pannini 15, Perin 6, Calviani 5, Bucalossi ne, Yarbanga 6, Pucci 2, Buffo 4, Cesaretti ne, Nepi 7, Prosek 13, Jokic 13. All: Vecchi.
GRANTORINO: Bertaina, Bossola 4, Milone 4, Zumstein 12, Ficetti 14, Losito 2, Pizzaia 7, Obaseki 2, Fracasso 12, Grillo 2, Barla 2, Mancino 3. All: Comazzi.
ARBITRI: Pampaloni (Ar) e Collet (Si).
Massimo risultato col minimo sforzo.

Edoardo Pannini (15 punti, 4 assist e 5 rimbalzi) si carica ancora una volta sulle spalle baracca e burattini infilando i canestri dell’allungo decisivo nell’ultimo parziale, ma il più costante nell’arco dei 40’ è Balsa Jokic (13 punti e 12 rimbalzi), qua e là sprazzi di Prosek (13+11) e ben poco altro.
Si parte con ritmi da finale olimpica di short track e sono gli ospiti a mettere la freccia (7-13 dopo 5’) sfruttando la mano morbida dello svizzero Zumstein. Coach Vecchi vede poca energia nei suoi e cambia in fretta le carte in tavola, lasciando in campo il solo Jokic dei cinque scelti alla palla a due: vengono proprio dal lungo montenegrino, già in doppia cifra dopo 12’, i punti dell’aggancio e sorpasso (25-23) Note di Siena. Hanno prodotto serate di ben altro spessore, i biancoverdi, ma il loro maggior tonnellaggio nelle contese dentro il pitturato, unito a qualche giocata di esperienza, ha la meglio sulle folate di gioventù degli ospiti, che all’intervallo si trovano infatti a dover inseguire la Mens Sana, avanti 42-32. Poco reattivo anche il rientro dagli spogliatoi della squadra di viale Sclavo, che impiega qualche giro di lancette per mettere nuovamente in chiaro la differenza di valori esistente: esegue ancora una volta Jokic (49-40), ben imbeccato da un Perin che, non trovando il canestro (ma il problema è generalizzato) si è messo a recapitare un assist dopo l’altro ai lunghi.
Pratica risolta? Nemmeno per idea, perché di nuovo Vecchi deve chiamare time out per riaccendere la spina ai suoi, che in un amen si sono visti quasi riacciuffare (52-49) da Ficetti e Zumstein: fortuna che c’è sempre un Pannini pronto a scongelarsi uscendo dalla panchina e a firmare i sei punti, quasi in fila, grazie ai quali all’ultimo stop il margine torna in doppia cifra. Ed è ancora Pannini a rompere il sortilegio che fino al minuto 30 vede la Note di Siena tirare 3 su 20 dall’arco: spara la tripla del +12, il capitano, e poco dopo farebbe il bis se un millimetro della sua scarpa destra non sfiorasse la linea dei 6,75. La forbice si allarga sul 71-57 con l’appoggio di Prosek, poi spazio ai titoli di coda e all’applauso ritmato di tutto il palasport, che nonostante il sabato sfonda ancora una volta il muro dei 1.000 presenti.
Tra otto giorni, in “trasferta” su questo stesso parquet contro la Virtus, servirà una Mens Sana senza dubbio più brillante.
Matteo Tasso




































