SIENA NOTIZIE NEWS

LA MENS SANA E LA PROMOZIONE, ISTRUZIONI PER L’USO

News inserita il 09-10-2019 - Mens sana

Domenica (ore 18) l’esordio in campionato, ma la vera partita per risalire si gioca altrove

Gli avversari, in Promozione, li conosci quando li rivedi nella partita del girone di ritorno. Prendete nota e tenete a mente se il cuore, la passione e un pizzico di pelo sullo stomaco vi hanno convinto che la Mens Sana è sempre la Mens Sana e va seguita anche nei bassifondi delle minors cestistiche.
Cinque anni dopo aver sfiorato lo scudetto numero 9, quattro dopo aver provato a rifarsi una vita, tre dopo aver iniziato a chiedere alla sua gente di aprire il portafogli, due dopo essersi vista togliere d’ufficio scudetti e coppe, uno dopo essersi consegnata ad occhi chiusi nelle mani di una gestione raccapricciante ed una manciata di mesi dopo aver patito la cancellazione dalla geografia del basket italiano (tra le pieghe di questo film horror ci sarebbe molto altro ma per rimetterle tutte in fila, le malefatte legate a viale Sclavo, non sarebbe sufficiente un libro, anche perché già in troppi si sono messi a scriverne nonostante i libri, in Italia, non li legga quasi più nessuno), la Mens Sana fa un salto nel buio, ripartendo dal primo scalino del basket regionale. In Fip è registrata come Basketball Academy, l’ha iscritta la Polisportiva dopo un impronosticabile ritorno di fiamma verso il basket, terrà accese le luci di un palasport al quale tutti vogliamo un gran bene ma che ha 43 anni e li dimostra tutti, ha incassato (dopo qualche mal di pancia, ma alla fine un’intesa si è trovata) il via libera dei tifosi giusto una settimana prima di iniziare a giocare per i due punti.
Un campionato, tornando ai fatti sportivi, che scatta domenica prossima a Siena contro Atletica Castello, società di quartiere (periferia nord-ovest di Firenze) i cui giocatori vivranno un’esperienza paranormale palleggiando, passandosi la palla e tirando a canestro laddove è passato, spesso lasciandoci le penne, il gotha del basket italiano ed europeo. Giusto tenersi stretti i ricordi, ma se avete deciso di andare al palasport nell’annata Diciannove/Venti, armatevi prima di umiltà e rispetto. Umiltà perché la Mens Sana di oggi, categoria alla mano, è la settima squadra della provincia e viene dopo Virtus, Chiusi, Costone, Colle, Asciano e Poggibonsi e, non le succedeva dal 1967, si appresta anche a disputare due stracittadine, contro Libero Basket e Maginot che sono le squadre satelliti di Costone e Virtus. Umiltà perché non è colpa delle altre società se la Mens Sana di oggi scenderà in campo alla palestra dell’Istituto Roncalli di Poggibonsi e in quella del dopolavoro ferroviario di Firenze, dove accanto alla linea del campo c’è il muro e la partita non puoi andare a vederla (al massimo te la racconta chi l’ha giocata) oppure salirà in collina a Baccaiano, frazione di Montespertoli che se digitata su google vi catapulta nel clima lugubre dei delitti del Mostro. Rispetto per gli avversari, nessuno dei quali pensa di essere Kobe Bryant (neppure Elston Turner, ad essere sinceri), ma nemmeno verrà a Siena per dirci quanto siamo stati bravi e belli e che questo campionato è giusto farcelo vincere prima ancora di giocarlo. Rispetto anche per quelli che la arbitrano, la Promozione, perché la maggior parte di loro sono ragazzi appena usciti dai corsi federali e se si ha voglia di dirgliene quattro come ai tempi di Facchini o Lamonica, beh forse è meglio restare a casa; oltretutto le multe fioccano anche a questi livelli e meno se ne prendono meglio è.
Ci sono anche altri ragazzi, quelli che la maglia della Mens Sana la indossano, con umiltà e rispetto. E qui viene la parte bella, o che almeno ci si può far piacere, di tutta questa storia. Ragazzi che la mattina si alzano presto per andare a lavorare oppure studiano, e che tre volte alla settimana si allenano dopo cena, dalle nove alle undici, con un’intensità ed una volontà da fare invidia a chi col basket guadagna, magari anche piuttosto bene. La Mens Sana che riparte dalla Promozione regala loro il sogno di essere attori, laddove per anni sono stati spettatori e magari anche tifosi scalmanati, nelle vicende della squadra della propria città. Li costringe, è vero, pure ad un anno di esposizione mediatica enormemente sovradimensionata rispetto alla categoria perché la Promozione rimane la Promozione, ma siccome è anche vero che la Mens Sana è la Mens Sana, sarebbe delittuoso parlare e scrivere solo di bilanci, conti correnti, affitti e utenze, comitati di gestione, fallimenti passati e strategie future, dimenticandosi che intanto loro la domenica (o il sabato, o il venerdì, o il giovedì...) stanno giocando per vincere il campionato.
Un’etichetta, ragazzi, che accomuna tutti. E’ un ragazzo Edoardo Pannini, che ha 20 anni anche se per serietà e attitudine potrebbe averne dieci in più e non a caso tutta la squadra lo ha votato capitano, ne ha due in meno Niccolò Carapelli, il più giovane del roster, gettato nella mischia (come lo stesso Pannini, Toscano, Di Domenico e Collet) a marzo da Paolo Moretti per l’ultima farsa di una stagione in A2 che la Federazione ha cancellato, anche giustamente, è arrivato a 38 primavere Lorenzo Dolfi, che dopo la stretta di mano con Caliani e Binella in quel di Colonna del Grillo ha imboccato per errore la strada di Siena, anziché quella di casa verso Montevarchi, tanta era l’emozione per aver detto sì alla squadra nella quale giocava babbo Carlo. Il quale, sono rumors familiari, non ha retto alla commozione, come del resto Piero Franceschini quando ha saputo che Niccolò avrebbe vestito il biancoverde, quasi quaranta anni dopo la sua ultima partita nella Mens Sana.
Riccardo Caliani e Pierfrancesco Binella, appunto. Sono il direttore generale ed il responsabile tecnico (quindi anche coach della prima squadra) nella Basketball Academy ed in estate si sono presentati con un progetto ed un’organizzazione accurati, lontani anni luce dagli standard dei bassifondi cestistici che circondano il loro lavoro. Meritano seguito e incoraggiamento perché hanno qualità e visione d’insieme, e almeno in termini di strategia il campionato lo hanno già vinto a settembre (le partite poi vanno giocate ma, è innegabile, la squadra allestita è molto competitiva), però per capire cosa farà da grande la nuova Mens Sana si dovranno aspettare almeno un paio di anni: non è una sfida facile, perché attrarre finanziatori quando l’immagine di una società, dal febbraio 2014, è accostata puntualmente sempre e solo a vicende giudiziarie e di cronaca risulta operazione assai complessa, ma neppure si può pensare di ricorrere in eterno all’autofinanziamento ed alle raccolte fondi quale stampella di soccorso. Insomma se vincere il campionato di Promozione è conditio sine qua non per riaccendere il motore, a farlo viaggiare a pieni giri serviranno tanti altri incastri, non ultimo (anzi) raccogliere i primi frutti dalla riorganizzazione di un settore giovanile destinato ad essere il vero serbatoio per la prima squadra. Aspettando di rivederla in una categoria quantomeno accettabile, per il nome Mens Sana.
Matteo Tasso

 

Galleria Fotografica

Web tv