JACOPO LANZA HA FIDUCIA NELLA MENS SANA: “SERVE SOLO SBLOCCARSI”

News inserita il 26-01-2023 - Mens sana Basket

In forza dal 2020 al settore giovanile biancoverde, il coach massese da questa stagione è anche assistente di Pierfrancesco Binella.

Jacopo Lanza è alla Mens Sana ormai da tre stagioni. Massese di nascita, classe 1982, è arrivato a Siena nell’estate del 2020 con l’obiettivo di far crescere la Basketball Academy biancoverde e dall’estate scorsa fa parte dello staff della Namedsport che milita nel campionato di C Gold.
Viene da una famiglia di cestisti, e cestista è stato pure lui (fino alla serie C1, con Follo Basket e Audax Carrara), almeno fino a quando la passione per allenare non ha preso il sopravvento sul fare canestro. “Ho iniziato a Pietrasanta – racconta l’assistant coach di viale Sclavo – con i ragazzini del Versilia Basket, società nella quale ho allenato anche la prima squadra (due campionati vinti consecutivamente, salendo dalla Promozione alla C Silver nel 2012, ndr), poi Pontremoli, cinque anni a La Spezia, seguendo il settore giovanile del Canaletto oltre ad essere assistente dei senior, e adesso la Mens Sana”.
Dove si è creata una piccola colonia apuana: lei, Discepoli, volendo anche Menconi, che però è di Carrara…
“Nicola Discepoli lo conosco da tanti anni, siamo legati da una bella amicizia che va anche oltre le frequentazioni cestistiche.

È stato lui a darmi i primi ragguagli sul progetto della Mens Sana quando ero in uscita da La Spezia: da lì sono nati i contatti con Binella e con la società, che mi ha convinto a intraprendere questa nuova avventura”.
Segue Mens Sana e Valdelsa Basket. Giornate intense tra Siena e Colle Val d’Elsa?
“L’inizio purtroppo non è stato facilissimo, il Covid per qualche mese ci ha costretti a stare lontani dagli impianti, ad allenarci anche all’aperto, ma abbiamo sempre cercato di rimanere sul pezzo. Quest’anno alleno le annate 2008 e 2009 del Valdelsa Basket, che stanno affrontando i tornei Under 15 Eccellenza e Under 14 Elite, e l’Under 19 Gold della Mens Sana, che sta facendo una buona esperienza: è un gruppo molto ampio, ne fanno parte diciotto ragazzi, non sempre i risultati sono stati premianti per il gioco mostrato ma abbiamo anche vinto partite con squadre che in classifica erano più avanti di noi. La seconda fase l’abbiamo iniziata con una vittoria su Poggibonsi, lavoriamo per crescere e per migliorarci”.
Accendiamo i riflettori sul prospetto estone Soodla?
“Risto è un ragazzo del 2005, ha grandi potenzialità ma per certe cose ancora è acerbo e ha bisogno di lavorare. Il problema della comprensione della lingua, talvolta, lo limita nel calarsi pienamente nelle richieste tecniche e di intensità che gli vengono proposte, ma le possibilità per fare bene ci sono tutte”.
Da non senese, come giudica il movimento cestistico giovanile della città?
“Avere tre società è un bene per i tanti ragazzini e ragazzi che giocano a basket, è una situazione positiva per la loro crescita. Ciascuna società mi pare abbia le proprie specificità, ad esempio il Costone è molto ben indirizzato sul minibasket, mentre noi e la Virtus, per ciò che ho potuto vedere, disponiamo di buoni gruppi nelle categorie Under 15 e Under 17. Sicuramente l’allargamento degli orizzonti e, nel caso della Mens Sana, la collaborazione con una società geograficamente vicina come il Valdelsa Basket, può solo fare bene a tutto il movimento”.
Veniamo ai “grandi”. Da cosa nascono le difficoltà dell'ultimo periodo?
“Siamo partiti con la consapevolezza di essere più indietro, per tanti motivi, rispetto alle altre squadre, ma anche con un grande spirito e una grande volontà. Sulle ali dell’entusiasmo abbiamo vinto partite, oltre a giocare sempre alla pari con avversarie più attrezzate ed esperte, insomma abbiamo dimostrato di essere all’altezza della categoria: le ultime sconfitte, in fila, le abbiamo un po’ accusate sul piano mentale, il problema è soprattutto quello, perché la qualità e l’intensità del lavoro in palestra sono rimaste le stesse, sono comunque convinto che basti poco per tornare in carreggiata. I ragazzi devono ricalibrarsi, essere consapevoli delle loro qualità, tutti stiamo applicandoci in maniera minuziosa per uscire da questa fase, credo sia solo questione di sbloccarsi”.
Le bassissime percentuali ai tiri liberi sono lo specchio di questa situazione?
“Ne sono una diretta conseguenza, si va in lunetta portandosi dietro il peso di questo momento complicato e arrivano gli errori. In allenamento, la mattina, Menconi se tira 100 liberi ne realizza 80-85 e come lui tanti altri che adesso stanno avendo brutte percentuali. Stiamo lavorando molto su questo tema, come su altre situazioni specifiche, ma ripeto, è solo questione di testa”.
La Spezia, calendario alla mano, non sembra il cliente migliore per tornare a vincere…
“Sono invece convinto che sia la partita ideale per farlo. Giochiamo contro una squadra molto forte, vero, ma che ogni volta scende in campo con addosso la pressione di dover fare risultato a tutti i costi. Non è così semplice e scontato, anche quando hai giocatori forti ed esperti come quelli che compongono il roster di Spezia. E poi ci sono le nostre motivazioni, che sono forti”.
Da ex di turno, ci racconta qualcosa sulla prossima avversaria?
“Spezia si è posta l’obiettivo di arrivare in serie B ormai da diverse stagioni, investendo moltissimo sulla prima squadra per togliersi da una situazione scomoda come quella della serie C ligure, nella quale è sempre stata l’unica società per molti aspetti professionistica. Un percorso non facile, lo so per esperienza diretta, che quest’anno può raggiungere, e credo raggiungerà, il suo traguardo, in virtù della formula del campionato ma anche delle potenzialità di una squadra che ha grande esperienza, peso e qualità”.
Come giudica la sua esperienza, non solo cestistica, a Siena?
“Io abito a Colle, dove mi trovo molto bene, ma nei momenti liberi mi piace scoprire, anche in bici, tutto il territorio senese, che è veramente bellissimo e nel quale c’è un’ottima qualità della vita. A livello umano, e cestistico, è molto positivo il confronto che sto avendo con tutte le persone che ho trovato alla Mens Sana, da coach Binella agli altri assistenti, ai ragazzi che mi aiutano con le giovanili. E poi qui c’è un legame che altrove non esiste, quello tra tifosi e squadra”.
Tifosi che vivono questo momento con qualche mal di pancia…
“I tifosi fanno i tifosi, il loro affetto si dimostra anche con il disappunto quando non arrivano i risultati. Vivo le partite della prima squadra da un paio di stagioni, ma continuo ad emozionarmi come la prima volta quando all’inizio li sento cantare tutti assieme e quando ci incitano durante la gara. Si può solo essere felici, orgogliosi che attorno alla squadra ci siano un sostegno e un'attenzione del genere".
Matteo Tasso

foto Mens Sana Basketball Academy

 

 

 

 

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