INCENDIO "CASA DEL POPOLO" MONTEPULCIANO: DUE MISURE CAUTELARI PER IL ROGO DEL CIRCOLO

News inserita il 26-05-2026 - Cronaca Siena

La Procura di Siena ricostruisce il caso: indagini su due giovani, tra videosorveglianza, perquisizioni e confessioni parziali

La Procura della Repubblica di Siena ha diffuso un comunicato sull’incendio doloso che, nella notte del 4 ottobre 2025, ha colpito la Casa del Popolo di Abbadia di Montepulciano, provocando gravi danni all’edificio e la distruzione di archivi e materiali interni.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il rogo sarebbe stato appiccato all’interno della struttura dopo l’ingresso degli autori, che avrebbero raggiunto una terrazza del piano superiore approfittando di un accesso lasciato aperto. Le fiamme hanno interessato in particolare la soffitta, causando danni stimati in circa 400 mila euro.

Le indagini, condotte dai Carabinieri di Montepulciano sotto il coordinamento della Procura, sono partite dall’analisi delle immagini di videosorveglianza pubblica e privata. I filmati hanno permesso di concentrare l’attenzione su due giovani italiani, di 23 e 19 anni, ripresi nei pressi dell’immobile la notte del fatto.

Successive attività investigative hanno portato a perquisizioni e all’analisi dei dispositivi elettronici dei sospettati. Durante gli accertamenti, nell’abitazione e nell’auto del giovane di 23 anni sono stati rinvenuti e sequestrati una pistola giocattolo, alcuni proiettili di diverso calibro, un coltello, oltre a materiale riconducibile a simbologie dell’ideologia fascista e nazista e due targhe metalliche risultate sottratte dalla Casa del Popolo. Sono stati inoltre acquisiti i telefoni cellulari per le analisi forensi.

Il giovane di 23 anni è stato successivamente interrogato e avrebbe ammesso le proprie responsabilità, pur negando motivazioni politiche e cercando di escludere il coinvolgimento del coindagato. Gli elementi raccolti dai dispositivi elettronici avrebbero tuttavia delineato, secondo l’ipotesi accusatoria, un quadro indiziario più ampio, comprendente anche il furto di beni presenti all’interno della struttura.

Le indagini hanno inoltre evidenziato la circolazione di video dell’incendio e l’uso dei dispositivi mobili per la registrazione e la diffusione delle immagini. Ulteriori accertamenti hanno riguardato anche la creazione di un sito internet attribuito al ventitreenne, attraverso il quale sarebbero state richieste donazioni per la ricostruzione dell’edificio.

Al termine dell’attività investigativa, la Procura ha richiesto misure cautelari. Il GIP del Tribunale di Siena ha disposto gli arresti domiciliari per il ventitreenne e l’obbligo di dimora con restrizioni per il diciannovenne.

Nel corso degli interrogatori preventivi, il più giovane ha dichiarato di aver accompagnato il coindagato sul luogo, mentre il ventitreenne ha confermato gli addebiti relativi all’incendio e al furto, escludendo nuovamente una matrice politica.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

 

 

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