IN VIAGGIO SULL'AUTOPALIO, IL DELIRIO QUOTIDIANO DEI PENDOLARI

News inserita il 04-02-2026 - Attualità Siena

Tra i forzati della Siena Firenze tra cantieri infiniti, gimcane e continue interruzioni

“Prendere il treno sarebbe più comodo ma è ancora troppo lento” è il mantra che si sente tra i pendolari che ogni giorno si spostano verso il capoluogo toscano, ma non è il solo, l'altro è “Dante l'avrebbe messa in un girone dell'inferno”
Il serpentone di auto camion e bus è fermo incolonnato nei pressi di San Casciano Val di Pesa, piove, il cielo nero, la poca luce, raffigurano perfettamente l'umore dei pendolari. L'autobus è il mezzo più competitivo, arriva in centro in un'ora circa da Siena ed evita il problema di dover parcheggiare l'auto. Ma lo stato dell'Autopalio è uno strazio e in tanti sognano un treno veloce che ci metta lo stesso tempo per arrivare a Santa Maria Novella. In fondo dicono in tanti, anche i bus fanno capolinea li.
Viaggiare da Siena e dalla Valdelsa verso Firenze con le corse di Autolinee Toscane è decisamente comodo e rapido, se non fosse che l'intero percorso sulla superstrada assomiglia a uno slalom tra cambi di carreggiata, interruzioni, incidenti e code infinite.
L'alternativa sarebbe la ferrovia ma i suoi tempi di percorrenza sono ancora troppo lenti, un'ora e quaranta dalla città del Palio a quella dei Medici, è anacronistico.
“Se Trenitalia proponesse delle corse dirette senza fermate o al massimo due; a Poggibonsi e a Empoli, potrebbe essere un'alternativa valida” dicono alcuni possibilisti, ma la maggior parte di coloro che prendono l'autobus hanno rinunciato a sperare in qualcosa di positivo. I cantieri infiniti sui viadotti a San Casciano sfuggono alla logica, sono anni che ci sono gli operai, ogni tanto viene spostata la carreggiata da una corsia all'altra, sembra che tutto sia concluso me le deviazioni restano.
I restringimenti di corsia sono presenti anche in altri viadotti nel tratto chiantigiano, segno che un giorno anche quei manufatti saranno interessati da lavori di rifacimento, ciò vuol dire nuovi cantieri, code, disagi.
Chi ogni giorno vive queste difficoltà si sente in trappola, è consapevole che i lavori saranno fedeli compagni di vita per i prossimi anni, qualcuno esprime preoccupazione per lo stato dei ponti: “Sono vecchi di sessant'anni, scrostati con i ferri fuori arrugginiti, chissà se sono veramente sicuri”.
E' notizia di oggi 4 febbraio, che l'asfalto sul viadotto Falciani è deteriorato gravemente a causa dell'usura e delle piogge, in queste ore la corsia sud è chiusa con l'uscita obbligatoria allo svincolo Greve. Un nuovo livello di difficoltà per chi viaggia su questa arteria, dove le complicazioni aumentano ogni giorno.
Sotto la pioggia battente il lungo serpentone di auto camion e bus si avvicina a Firenze, il traffico sui viali è acqua fresca per i dannati dell'Autopalio che anche per oggi stanno per arrivare a destinazione dopo aver attraversato il loro girone dantesco.

Filippo Landi

 

 

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