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IN VESPA AL BRUNELLO, MA NEL RISPETTO DELLA SICUREZZA

News inserita il 25-08-2020 - Attualità

Dopo i mesi del lockdown, prima uscita su due ruote (e con la mascherina) per il gruppo Siena in Vespa 

Siena in Vespa_Montalcino

Riassaporare il gusto delle uscite su due ruote non ha prezzo, prima di tutto, però, viene la sicurezza. Il gruppo Siena in Vespa è tornato a muoversi domenica scorsa, 23 agosto, organizzando un mini-tour della campagna senese che, partendo dal capoluogo, ha portato un nutrito gruppo di vespisti in direzione Montalcino, sulle colline del Brunello: dopo i lunghi mesi del lockdown (durante i quali, peraltro, il S.I.V., acronimo di Siena in Vespa, si è attivato donando mascherine agli operatori della Confraternita di Misericordia di Siena, in prima linea nei momenti più critici dell’emergenza-Coronavirus), circa cinquanta passionisti della Vespa non si sono fatti sfuggire la possibilità di macinare un po’ di km a bordo del loro mezzo del cuore abbinando, una volta raggiunta la destinazione, la degustazione di prodotti tipici del territorio accompagnati da un bicchiere di ottimo Brunello.
Raccontata così può sembrare un’uscita all’insegna del “liberi tutti”, ragion per cui è bene invece puntualizzare come la parola d’ordine per tutto il giorno è stata “rispetto”. Rispetto, ovviamente, delle norme anti-Covid, che lo staff di Siena in Vespa ha attuato, e fatto attuare a tutti i partecipanti, sin dal ritrovo del mattino, quando a ciascun vespista presente è stata misurata la temperatura e si è ribadita la necessità, tassativa, di rispettare il distanziamento personale e di indossare i dispositivi di protezione laddove fosse richiesto: un input raccolto e portato avanti durante tutte le tappe che hanno caratterizzato questa bella domenica, dalla colazione del mattino per arrivare al pranzo (effettuato utilizzando tavoli ben distanziati) e pure alla tradizionale foto ricordo di gruppo, allorché i vespisti si sono messi in posa per lo scatto con la mascherina ben calata su naso e bocca.
Il S.I.V si è fatto quindi portatore di un messaggio responsabile, confermando ancora una volta come l’ambiente del vespismo sia frequentato da persone che vivono nella cultura del rispetto. Rispetto di chi li circonda, prima ancora che di se stessi. “Nel 2020 sono stati annullati la maggior parte dei raduni – spiega Riccardo Vallone, organizzatore dell’evento e tra i responsabili di Siena in Vespa -, l’unica soluzione era pensare ad un piccolo evento, con numeri di partecipanti naturalmente ridotti, e il successo della manifestazione di domenica scorsa dimostra che abbiamo centrato l’obiettivo e ci fa ritenere molto soddisfatti”. “Le regole attuali sul Covid sono per forza di cose abbastanza restrittive – dice ancora Vallone -, ma sono dell’idea che mettendoci tanto impegno e impostando il giusto dialogo con le persone che hanno il desiderio di uscire su due ruote, anche a costo di ripetere continuamente le stesse raccomandazioni, vedersi e stare insieme tra vespisti è possibile”.
Matteo Tasso

 

 

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