IL SIENA CALCIO FEMMINILE GUARDA AL FUTURO CON MILENA BERTOLINI

News inserita il 24-07-2026 - Sport Siena

L’ex Ct della Nazionale Italiana: “Ho trovato una realtà con una visione innovativa. Vogliamo far crescere le calciatrici dal punto di vista tecnico, tattico e umano”

Milena Bertolini, ex commissaria tecnica della Nazionale Italiana, sarà consulente esterno al Siena Calcio Femminile. Mette a disposizione, insieme a Federica d’Astolfo, la propria esperienza per un progetto innovativo nel panorama calcistico italiano e che ha la sua colonna portante nel settore giovanile. L’obiettivo è accompagnare le calciatrici lungo un percorso che unisce formazione sportiva e personale.

Spiega i motivi che l’hanno portata a Siena, il suo ruolo nel progetto e i momenti fondamentali ed indimenticabili nella sua carriera.

Ha iniziato la sua carriera come giocatrice e ha indossato anche le maglie di alcune squadre toscane come Prato, Agliana e Pisa. Le mancava Siena come tappa nella sua carriera. Come e perché è giunta nella Città del Palio?

“La mia carriera calcistica è passata per la Toscana e ho dei ricordi molto belli di quegli anni. Ho deciso di venire al Siena Calcio Femminile perché ho conosciuto un gruppo di persone non solo con un’idea progettuale interessante, ma anche con la voglia di creare qualcosa di diverso nel panorama calcistico italiano: creare basi solide, partendo dal settore giovanile, e un percorso che dia possibilità alle tante ragazze di crescere a livello sportivo e umano in modo sano e di qualità”.

Qual è il suo ruolo e con quale obiettivo è arrivata a Siena?

“Il mio ruolo è quello di collaboratrice esterna. Non allenerò la prima squadra, ma il mio lavoro sarà concentrato soprattutto nella creazione del settore giovanile. Cercherò di portare la mia esperienza in nuove metodologie di lavoro condivise, linee guida e formazioni degli allenatori. Le calciatrici devono trovare un ambiente che permetta loro di crescere a livello tecnico, tattico ed umano. D’altronde, penso che per poter fare bene l’aspetto della crescita personale non possa non essere preso in considerazione”.

Arriva a Siena con Federica d’Astolfo, con cui è stata vincitrice più volte nella sua carriera. Che rapporto ha con Federica?

“Ci conosciamo da tanto tempo perché abbiamo giocato tanto insieme. Lei è stata anche con me in Nazionale nei momenti delle fasi finali dei Mondiali come terza collaboratrice. È una collega d’esperienza, di grande qualità e con delle conoscenze calcistiche di altissimo livello. Penso sia un grande aiuto per questo progetto”.

Dall’esterno, avendo visto molte squadre, com’è lo stato di salute del calcio a Siena?

“Posso parlare per il Siena Calcio Femminile che sta iniziando un percorso importante. Ho notato molto entusiasmo, professionalità e risorse per portare avanti questo progetto innovativo. Partire dal settore giovanile per costruire una società e non prendere in considerazione solo la prima squadra non è una visione che hanno tutte le società. Qui a Siena c’è la volontà di costruire solide basi e allo stesso tempo avere ambizioni per fare campionati di vertice e scalare le categorie”.

Secondo lei, da quando ha iniziato la sua carriera da giocatrice, come si è evoluto il calcio femminile in Italia e quali sono le sfide del domani?

“Il calcio femminile è cresciuto tantissimo da quando io ho iniziato a giocare. Dal Mondiale del 2019 c’è stata una spinta forte: siamo arrivati al professionismo. I club stanno investendo tanto nelle prime squadre. Questi miglioramenti stanno portando il calcio femminile italiano verso il modello dei paesi più evoluti, tra cui le Nazioni del Nord Europa e gli Stati Uniti. Bisogna però ancora lavorare tanto. Più in generale, penso che in questo momento la situazione del calcio italiano sia immaginabile con una piramide rovesciata dove il vertice, rappresentato dal calcio maschile che continua ad investire, brilla. C’è però una fragilità alla base per quanto riguarda le categorie inferiori che stanno soffrendo tanto”.

Il 4 agosto 2017 ha debuttato come Ct della Nazionale Femminile. Il Mondiale del 2019 è stato un punto di svolta anche grazie al buon risultato ottenuto dalla squadra. C’è un evento che porterà per sempre nel cuore?

“Sono stati sei anni molto belli e importanti. La qualificazione avvenuta dopo vent’anni a Firenze contro il Portogallo è stata sicuramente una serata speciale. Inoltre, direi che anche lo stesso Mondiale è stato fondamentale per la crescita e lo sviluppo del movimento calcistico femminile in Italia”.

Se dovesse descrivere in una sola frase che cosa ha significato per lei guidare la Nazionale femminile, quale sceglierebbe?

“Difficile dire tutto in una frase. Direi che è stata una grande soddisfazione, un orgoglio e il coronamento di un sogno avendo fatto moltissima gavetta”.

Niccolò Ricci

 

 

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