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IL GIRO IN VALDELSA, FASCINO SENZA TEMPO DELLA CORSA ROSA

News inserita il 13-05-2019

La terza tappa, da Vinci a Orbetello, attraversa Poggibonsi e Colle per poi dirigersi verso la val di Merse e la provincia di Grosseto

La corsa rosa è sempre la corsa rosa: il lento assieparsi del pubblico lungo le strade, l'attesa infinita, la carovana con i furgoni pieni di gadget per far felici, grandi e piccini, le prime auto delle squadre, le auto rosse della giuria che strombazzano a tutta velocità, le sirene della polizia stradale, le moto, poi all'improvviso l'uomo in fuga dal nome esotico, Hatsuyama dal Giappone e infine in un attimo il gruppo con le sue divise multicolore.
Oggi è quello che è avvenuto in valdelsa da Certaldo a Poggibonsi e Colle dove centinaia di persone hanno atteso trepidanti il fulmineo passaggio dei corridori della terza tappa della corsa rosa: da Vinci a Orbetello,
Il fascino supera sempre i disagi, seppur brevi, della chiusura temporanea delle strade il giro è una festa itinerante che affascina sempre tutti, indipendentemente dalla passione per le due ruote o meno.
La gara ci ha regalato un corridore in fuga e un gruppo attardato, il tempo non è stato tipicamente primaverile, ma il calore dell'attesa ha scaldato gli spettatori, il passaggio è stato accolto da applausi e grida di incitamento per tutti, la curiosità di vedere la maglia rosa o Nibali è stata appagata dai più fortunati, gli altri si sono accontentati del gruppo, ma il Giro è bello anche per questo. Adesso che è passato l'euforia resta ancora un po', il fascino della maglia rosa, nonostante gli anni, gli scandali, il doping, resta immutato, indissolubile.

Filippo Landi

 

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