IL BIOTECNOPOLO DI SIENA PORTA A PARIGI LA REVERSE VACCINOLOGY 3.0

News inserita il 02-04-2026 - Attualità Siena

Alla conferenza ANRS MIE si accelera la ricerca e si afforza la cooperazione internazionale contro le pandemie

La nuova frontiera della Reverse Vaccinology 3.0 al centro del dibattito scientifico internazionale

La ricerca sui vaccini entra in una nuova fase e guarda all’intelligenza artificiale come leva strategica per affrontare le sfide globali. Alla conferenza scientifica ANRS MIE di Parigi, la Reverse Vaccinology 3.0 si afferma come uno dei temi centrali nel dibattito internazionale sulla preparazione alle pandemie.

Protagonista dell’evento è la Fondazione Biotecnopolo di Siena, rappresentata da Emanuele Andreano, responsabile del laboratorio di sierologia, insieme al direttore scientifico Rino Rappuoli e al professor Jason S. McLellan dell’Università del Texas.

«Portiamo a Parigi una ricerca che integra immunologia e intelligenza artificiale, cambiando il modo in cui affrontiamo i patogeni», spiega Andreano. Il nuovo approccio, descritto sulla rivista Nature Reviews Microbiology, segna un’evoluzione della vaccinologia: non si parte più soltanto dal patogeno, ma dai dati immunologici umani, analizzati con modelli predittivi per individuare rapidamente gli antigeni più promettenti.

Un salto tecnologico che consente di ridurre drasticamente i tempi di sviluppo. «Passare da anni a pochi giorni significa poter reagire subito alle emergenze», sottolinea Andreano. Un esempio concreto arriva dagli studi sul virus mpox, dove è stato possibile identificare in cinque giorni un antigene neutralizzante grazie a modelli basati sull’intelligenza artificiale.

Alla base di questo progresso c’è l’integrazione tra diverse discipline – genomica, immunologia, biologia strutturale e IA – in un sistema unico e coordinato. «Negli ultimi venticinque anni la vaccinologia ha attraversato tre fasi. Oggi la Reverse Vaccinology 3.0 introduce la capacità predittiva dell’intelligenza artificiale», evidenzia Rappuoli.

Alla conferenza parigina, che riunisce oltre 500 ricercatori, il confronto si concentra sulle nuove strategie contro le malattie infettive e sull’uso delle tecnologie emergenti. «Le pandemie non hanno confini e le risposte devono essere condivise», conclude Rappuoli.

 

 

Galleria Fotografica

Web tv