"GUIDA GALATTICA" PER REPORTER E SCRITTORI DI PROVINCIA

News inserita il 04-12-2022 - Attualità Siena

Lottare, lottare, lottare sempre e comunque

La voce di chi lotta si sente presto nella vita: si comincia dalla prima elementare, quando trovi una maestra che negli anni '70 ti costringe ad andare al bagno all'orario che vuole lei, come se a 6 anni uno non avesse il diritto di orinare alle 12.00! Che cos'è l'autostima se non farsi largo con i gomiti? Ti guardi intorno e tutti leggono Topolino e tu sei l'unico che nel 1976 legge L'Uomo ragno e i Fantastici 4, Edizioni Corno, all'epoca introvabili o solo prenotabili.

Allora ti chiedi ma sono anormale io o sono indietro loro? Inizi a specchiarti nella tua unicità facendotene una colpa per non essere aderente alle masse.

Qualcuno ti smonta le “ruotine” laterali di sostegno dalla tua bici preferita e ti dice che da oggi sei grande e devi stare in equilibrio da solo; vai al mare e ti dicono che devi nuotare nonostante madre natura non ti abbia fatto pesce!

Qualcuno ti regala un orologio svizzero, Margi, analogico a lancette e devi pure imparare come funziona...: “uffa che p...e !!!” e fai anche quello! A due anni sai già a memoria tutte le marche e modelli di auto ma non gliene frega niente a nessuno, fuorchè gridare al ragazzo prodigio per qualche breve istante di celebrità fra i parenti.

Guardi il nonno , guardi il babbo, perché forse un giorno farai quel mestiere lì. “Hai fatto i compiti?” ti chiedono, “eh come no!” mentendo spudoratamente, tanto si rimedia con un pianto serale, quando prima di andare a letto la morsa dell'interrogazione del mattino comincia a farsi sentire e ripassi la lezione con la mamma perché non avevi capito alcune cose.

Le interminabili partite di pallone (circa 6 ore, non meno, altrimenti non puoi mangiarti quei 4 piatti di pastasciutta quotidiana sennò pensano che sei malato) e quelle ore di bici alternate dal nascondino notturno. Qualcuno a 8 anni ti dice che a fine serata puzzi come una capra ma la spugna intrisa di bagnoschiuma cade come una punizione sul tuo corpo che volevi rimanesse come il suino che si rotola nel “castro”.

Poi cresci e arriva la prima comunione ...altro orologio, al quarzo... credi di essere molto vicino ad Antonino Zichichi, "come sei cresciuto" ti dicono! Fortunatamente qualcuno ti porta ad uno strano negozio di libri usati in via del Refe Nero, nella nostra Siena. Inizi ad intuire che la cultura non è quella imposta ma quella che ti incuriosisce.

E “ri-cresci”... durante le medie fra feste nei garage e i primi flirt. Altro scoglio da superare quell'altro essere chiamato donna, la cui comprensione ci sfugge talvolta anche ora ma come spiegò un amico: “non c'è proprio niente da capire, non tentare di capire!” Che genio! Ora fa l'imbianchino, sta bene ma non dipinge “cappelle sistine”.

Ricordati nel frattempo che tutto quello che imparerai a 13 anni lo ricorderai per tutta la vita! Forse puoi ringraziare qualche insegnante di italiano.

Le superiori... quelle scuole che dovrebbero avviarti alla vita vera, scrivi benino, sei originale ed ad un certo punto un professore ti guarda storto come se da alieno fossi sbarcato sulla terra, "è mai possibile - chiede - che un ragazzo abbia tale personalità in questa scuola di periti elettronici?". Sicuramente la sera andrà ancora a letto con la stessa espressione che colse in quel più che sufficiente tema di italiano a cui seguirono altri capolavori della letteratura incompresa, del ragazzo qualunque di una provincia piccola piccola.

L'unico merito essersene accorto! Gli altri più crescevi e più venivano divorati dal fuoco interno di quella parola innominabile che abbassa così tanto l'animo che il primo che la provò si chiamò Lucifero.

Ti credi una nullità o tentano di annichilirti perché non vogliono animali strani, pieni di talento, quando c'è è meglio nasconderlo, altrimenti questo fa strada! Tipico della mentalità senese.

Ti fanno fare un brutto esame di maturità contrastando anche la pur minima idea politica scorretta per il loro pensiero, correttissima per il tuo!

Lottare, lottare, lottare, sempre e comunque per far vedere chi sei ma non servono poi a così tanto, nella piccola provincia melmosa ed asfissiante, l'astio e la bava alla bocca per tutto ciò che non è inquadrabile nei canoni del comportamento del branco.

Ma tac! Ti ritrovi adulto e consapevole e non hai più voglia di sgomitare, non ce n'è più bisogno, loro sono rimasti lì, tu sai chi sei ed anche loro sanno chi sono. Ti chiamano a fotografare a Roma per qualche studio importante perché qualcuno si è accorto di te allora dici: ”era l'ora“, città grande idee grandi e posto per tutti!

Lo sdegno e il disappunto colpiscono la tua vita quotidiana? Ecco che riempi di foto e commenti la testata online senese che ti ha dato fiducia, con buona grazia del direttore e dell'editore.

Vedi premi cittadini sparpagliati qua e là e sghignazzi per la pomposa prosopopea che celebra la nullità di altisonanti personaggi. Dice che per misurare il vuoto bisognerebbe ricorrere al vacuometro! Ma più sono autocelebrativi e più si ammantano di un aura piccola piccola che non esce dalle mura: bravi! Pensare che per farti dire bravo hai lottato per una vita intera ed adesso non ne hai bisogno, voi che siete bravi ve lo dite da voi e non lo siete mai stati!

Credete sempre in voi stessi, con la flemma di chi non vuole l'ego smisurato e la modestia di chi non vale niente ma sgomitate sempre per abbattere ciò che vale meno di voi!

Simone Benvenuti

 

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