Prime mietiture positive in uno dei principali distretti cerealicoli toscani. Coldiretti Siena: "Prodotto di ottima qualità, ma servono quotazioni adeguate per sostenere le imprese agricole

È entrata nel vivo in questi giorni la raccolta del grano in provincia di Siena, uno dei territori a più alta vocazione cerealicola della Toscana. Le prime operazioni di mietitura restituiscono un quadro complessivamente positivo, con produzioni che si distinguono per una qualità giudicata molto buona dagli operatori del settore.
La cerealicoltura continua a rappresentare uno dei comparti strategici dell'agricoltura senese. Sul territorio provinciale operano infatti circa 2.100 aziende cerealicole che producono mediamente 450 mila quintali di grano duro e 350 mila quintali di grano tenero, contribuendo in modo significativo alla produzione regionale.
Un patrimonio agricolo che riveste un ruolo importante anche all'interno della filiera agroalimentare nazionale. Dal grano duro coltivato nelle campagne senesi nasce infatti una quota della pasta destinata ai consumatori italiani, contribuendo alla valorizzazione di una delle eccellenze simbolo del Made in Italy.
"Le prime indicazioni che arrivano dai campi sono incoraggianti – sottolinea Coldiretti Siena –. Gli agricoltori stanno riscontrando una qualità molto buona del prodotto, risultato del lavoro svolto durante tutta l'annata agraria. Il grano resta una coltura strategica non solo per l'economia agricola provinciale, ma anche per la tutela del territorio e del paesaggio rurale che caratterizza le nostre campagne".
Accanto ai segnali positivi sul fronte produttivo, resta però alta l'attenzione sulla sostenibilità economica delle aziende agricole. Gli imprenditori del settore continuano infatti a fare i conti con costi di produzione elevati, legati all'energia, ai carburanti, ai mezzi tecnici, alle sementi e ai servizi.
"Per garantire un futuro alla cerealicoltura senese è fondamentale che il mercato riconosca il giusto valore al lavoro degli agricoltori. Le aziende hanno sostenuto investimenti importanti e devono poter contare su prezzi adeguati, in grado di coprire i costi di produzione e di consentire nuovi investimenti in qualità e innovazione", conclude Coldiretti Siena.







































