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GLI ANZIANI AL TEMPO DEL COVID: IL VECCHIETTO DOVE LO METTO?

News inserita il 07-04-2021 - Attualità

L'obsolescenza esiste anche nelle persone?

L'obsolescenza esiste anche nelle persone? Il termine usato per gli oggetti elettronici, al giorno d'oggi si sta adattando alla perfezione anche sul genere umano. Esiste il momento dell'efficienza, rappresentata dalla perfetta operatività nella perfetta salute, ma cosa succede quando all'avanzare degli anni il "nonnetto" non è più il robot infaticabile di un tempo?

"Il vecchietto dove lo metto", diceva una canzone di Modugno. Ecco che come una bambola di porcellana alla quale cade un braccio e poi un altro e poi una gamba ed infine l'oggetto viene considerato inanimato e non più utile, lì scatta l'inutilità sociale, l'allontamento familiare, il distacco affettivo, l'abbandono statale, il parcheggio nella casa di riposo così come un cimitero di auto dove si accatastano macchine una sopra l'altra, anime imprigionate in corpi non più efficienti... memorie di esperienze che se ne andranno perdute per sempre perché non udite da nessuno.

Ma c'è qualcosa di peggio...un misterioso virus, dall'origine incerta, che imponendo una "dittatura sanitaria", crea più distacco che mai. Divisione, paura, annientamento sociale. L'isolamento nell'isolamento...quel monologo con la morte reso penoso dalla lontananza degli affetti, lo spettro dell'ultimo momento da soli.

Soli, soli, soli. Come scarti della società, lo stato che crea asili per i piccoli, neppure troppo funzionali, ma che di fatto abbandona la piaga sociale "dell'ultima età". 

Ai tempi del covid potrebbe porsi il dilemma della vaccinazione ad un 104enne ma se non siete Clint Eastwood,rinunciate ad una vecchiaia immortale e rassegnatevi all'oblio della società moderna, nell'attesa che l'umanità compia passi da gigante per coloro che non sono stati ibernati.

Simone Benvenuti

 

 

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