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GIUSTIZIA, LA PROTESTA DEI PRECARI: IL 16 SETTEMBRE SCIOPERO NAZIONALE

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Fp Cgil Siena: "Senza stabilizzazione, il sistema rischia il collasso"

Trubunale Siena

Martedì 16 settembre 2025 il personale precario della Giustizia incrocerà le braccia in tutta Italia. A proclamarlo è la Funzione Pubblica Cgil, che denuncia una situazione definita “insostenibile” per i 12mila dipendenti a tempo determinato impiegati negli uffici giudiziari: 9.137 addetti all’Ufficio per il processo e 2.809 unità di personale amministrativo e tecnico informatico.

Il sindacato accusa il Ministero di non avere una visione strategica a lungo termine e di non aver garantito prospettive a lavoratrici e lavoratori assunti a partire dal 2022 con i bandi finanziati dal PNRR. Contratti ormai prossimi alla scadenza, mentre il sistema giudiziario continua a perdere personale: negli ultimi anni sono andati persi circa 15mila addetti e altri 5mila usciranno per pensionamento nel prossimo triennio, senza che sia previsto un piano di sostituzione.

La situazione a Siena riflette quella nazionale. Al Tribunale cittadino, già colpito da trasferimenti e dimissioni, 23 delle 61 unità in servizio sono precarie con contratto in scadenza nel 2026. Si tratta di personale formato, che da oltre tre anni sostiene quotidianamente cancellerie, uffici e magistrati. “È incomprensibile – afferma la Fp Cgil – che lo Stato scelga di non investire su queste professionalità, indispensabili al funzionamento della macchina della giustizia”.

Per questo, oltre allo sciopero, a Siena è stato indetto un presidio davanti al Tribunale, in via Franci, dalle 10 alle 12. L’appello del sindacato è rivolto a tutta la comunità giudiziaria – magistrati, avvocati e colleghi – perché sostenga la richiesta di stabilizzazione.

Il rischio, avverte la Cgil, va oltre la battaglia contro il precariato: senza un piano strutturale, il tribunale senese perderebbe circa il 40% del personale, con gravi conseguenze sui servizi ai cittadini.

 

 

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