Controlli congiunti con l’Agenzia delle Dogane: nel Livornese sequestrato carburante con eccessiva presenza d’acqua, bloccato prima della commercializzazione

Un maxi sequestro di oltre 23 milioni di litri di gasolio non conforme è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Siena e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli presso un deposito costiero situato in provincia di Livorno. L’operazione è stata condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Siena.
L’intervento nasce da un’attività di controllo sviluppata nell’ambito del protocollo di collaborazione tra Fiamme Gialle e ADM. A seguito di un’analisi di rischio, nel mese di maggio erano stati effettuati controlli congiunti in due depositi commerciali di oli minerali e in un distributore stradale della provincia di Siena.
Le verifiche avevano portato alla scoperta di alcune irregolarità e al sequestro complessivo di 105.000 litri di gasolio, successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria.
Nell’ambito del procedimento penale avviato per le ipotesi di reato di frode in commercio e sottrazione al pagamento dell’accisa, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza hanno ricostruito la filiera commerciale del carburante sequestrato.
Le indagini hanno consentito di individuare un importante fornitore del prodotto in un deposito costiero con sede a Livorno. Su disposizione del pubblico ministero è stata quindi eseguita una perquisizione per acquisire campioni di carburante da sottoporre ad analisi tecniche e verificarne la conformità ai requisiti previsti.
I campioni sono stati esaminati dal laboratorio tecnico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Livorno. Gli accertamenti hanno evidenziato nei serbatoi controllati una presenza eccessiva di acqua, elemento che ha determinato il sequestro di oltre 23 milioni di litri di gasolio, pari a 19.271.513 chilogrammi.
Secondo quanto comunicato dagli investigatori, l’operazione ha impedito l’immissione sul mercato toscano di una quantità rilevante di carburante non conforme. Il prodotto avrebbe potuto configurare una possibile frode commerciale nei confronti degli acquirenti e compromettere il corretto funzionamento dei veicoli alimentati, con possibili rischi per la sicurezza degli utenti.
L’attività rientra negli obiettivi del protocollo d’intesa tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, finalizzato alla tutela degli interessi finanziari nazionali ed europei, alla protezione dei consumatori e alla salvaguardia della concorrenza tra operatori economici.
Contrastare la circolazione di prodotti non conformi, sottolineano gli enti coinvolti, rappresenta un elemento fondamentale per garantire un mercato corretto, nel quale le imprese che operano nel rispetto delle regole possano competere in condizioni di equilibrio.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, in base al principio della presunzione di non colpevolezza, la responsabilità della persona sottoposta alle indagini potrà essere stabilita definitivamente solo con un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.












































