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FURTO DI COSMETICI IN VALDICHIANA, ARRESTATE DUE DONNE

News inserita il 17-07-2020 - Cronaca

Intervento dei Carabinieri

La pattuglia dei carabinieri di Bettolle stazionava ieri sulla rotonda prossima al confine col territorio di Foiano della Chiana, in sostanza vicino al limite territorio fra le province di Siena ed Arezzo. I militari stavano effettuando un normale posto di controllo, quando un’utilitaria con a bordo una ragazza si andava a fermare proprio davanti a loro non per essere controllata, l’autista voleva fornire un’informazione utile, richiedere il supporto dei tutori dell’ordine per solo senso civico. La giovane riferiva ai due carabinieri che in un vicino centro commerciale, dal quale lei proveniva, aveva visto poco prima due ragazze rom, o forse indiane, armeggiare fra profumi e cosmetici, insomma sicuramente stavano rubando. I militari la ringraziavano e si dirigevano verso quel centro commerciale. Durante lo spostamento chiamavano la centrale di Montepulciano e quella di Cortona, per chiedere ausilio e segnalare che stavano sconfinando, dando seguito alla segnalazione di una cittadina, che aveva descritto un furto in corso. Giunti sul posto osservavano un uomo, verisimilmente un complice, che attendeva fuori con l’atteggiamento del palo e lo fermavano dopo un breve inseguimento. Attendevano poi l’uscita delle due donne da quel punto vendita. Una volta fermate procedevano a perquisire le loro borse che avevano la peculiarità di rendere possibile l’utilizzo di un mezzo fraudolento. Non erano schermate con carta stagnola o analogo materiale per sfuggire ai sistemi antitaccheggio, non presenti nel negozio che avevano preso di mira, ma avevano dei tagli realizzati ad arte nella fodera interna. Questo stratagemma consentiva loro di infilare la refurtiva nell’intercapedine posta fra il corpo della borsa e la fodera stessa, così da rendere non visibili piccoli costosi oggetti. Proprio in tale spazio venivano rinvenuti cosmetici appena rubati, per un valore di circa 200 euro. Giungeva nel frattempo la pattuglia di Chianciano Terme composta anche da una donna carabiniere che perquisiva le due persone fermate, poi tratte in arresto. Provenivano dal campo nomadi di via della Tiburtina, a Roma. Il presunto palo giurava di non conoscerle e di non aver fatto niente e, in assenza di elementi ulteriori, veniva rilasciato. Al curriculum già ricco delle due donne si aggiungeva dunque un ulteriore elemento, l’ennesimo.

 

 

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