"FRUTTI DEI SOGNI" LASCIA SINALUNGA, SALTA L'INTESA AL TAVOLO REGIONALE

News inserita il 17-06-2026 - Attualità Siena

Il Gruppo Fratelli Beretta conferma la chiusura dello stabilimento senese. Sindacati all’attacco: "Scelta unilaterale che svuota il confronto istituzionale"

Si chiude senza accordo il confronto tra sindacati, istituzioni e Frutti dei Sogni Srl, società appartenente al Gruppo Fratelli Beretta e attiva a Sinalunga nel settore della produzione di salumi. Nel corso dell’incontro svoltosi ieri presso l’Unità di crisi della Regione Toscana, l’azienda ha confermato la decisione definitiva di cessare l’attività produttiva del sito valdichianese, con pesanti ripercussioni occupazionali e il trasferimento di una parte delle lavorazioni nello stabilimento di Pistoia.

Dura la presa di posizione delle organizzazioni sindacali. «Siamo di fronte all’ennesima scelta industriale unilaterale», affermano Andrea Biagianti della Flai Cgil e Gabriele Coppi della Fai Cisl, che contestano apertamente le modalità con cui l’azienda ha gestito la vertenza.

Secondo i rappresentanti sindacali, Frutti dei Sogni e Confindustria avrebbero avviato interlocuzioni dirette con i lavoratori per favorire accordi individuali, coinvolgendo una sigla sindacale esterna al territorio toscano. Un percorso che, evidenziano, si sarebbe sviluppato mentre il tavolo istituzionale regionale era già stato formalmente costituito e convocato.

«L’obiettivo era arrivare in tempi rapidissimi a conciliazioni tombali – sostengono Biagianti e Coppi –. Pur nel rispetto della normativa vigente, quanto avvenuto è inaccettabile e compromette il corretto svolgimento delle relazioni sindacali, svuotando di significato il confronto aperto in Regione».

I sindacalisti precisano inoltre di essere consapevoli dell’assenza di una precedente strutturazione sindacale all’interno dell’azienda e di non voler mettere in discussione le scelte compiute dai singoli lavoratori. Tuttavia, ritengono che tali decisioni siano maturate all’interno di una precisa strategia aziendale volta a dividere il fronte dei dipendenti.

Per le sigle sindacali, la chiusura dello stabilimento rappresenta una perdita totale per il territorio. «A Sinalunga non rimane niente – concludono –. L’azienda non ha mostrato alcuna disponibilità a valutare percorsi di continuità produttiva o progetti di reindustrializzazione del sito. È stata inoltre esclusa l’ipotesi di un contributo di solidarietà a favore del Comune di Sinalunga, come invece avvenuto in altre crisi industriali registrate in Toscana».

 

 

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