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FRODE FISCALE, SEQUESTRO DELLA FINANZA DI SIENA PER INVESTIMENTI FITTIZI

News inserita il 13-03-2020 - Cronaca

Il Tribunale di Siena ha disposto il sequestro preventivo fino a concorrenza del debito erariale pari ad euro 156.000

Nell’ambito di un’indagine riguardante una frode fiscale perpetrata, attraverso l’indebita compensazione di crediti d’imposta connessi agli investimenti in incrementi occupazionali, i militari  del Comando Provinciale di Siena hanno proceduto ad eseguire un decreto di sequestro preventivo disposto dal Tribunale alla sede.

Il servizio trae origine dalla verifica svolta da altra Amministrazione sull’utilizzo del credito d’imposta, riconosciuto ai datori di lavoro che abbiano aumentato il numero dei lavoratori dipendenti, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, sia full-time che part-time.

L’accertamento condotto nei confronti di un’azienda operante nel settore della manutenzione degli impianti di condizionamento e termici, aveva permesso di appurare che a fronte del valore decisamente elevato dei crediti portati in compensazione, la società non avesse aumentato in maniera significativa la forza lavoro. Infatti le dichiarazioni dei sostituti d’imposta - modelli 770 - presentati dall’impresa non evidenziavano incrementi occupazionali atti a giustificare l’ottenimento del credito d’imposta utilizzato. 

I successivi riscontri effettuati portavano alla luce il coinvolgimento di due professionisti che si erano ripartiti gli adempimenti contabili e tributari al fine dell’ottenimento, da parte dell’azienda verificata, dei vantaggi fiscali inerenti le compensazioni dei crediti inesistenti.

Nei confronti del sodalizio, composto dal rappresentante legale della società e dai due professionisti, il Tribunale di Siena ha disposto il sequestro preventivo fino a concorrenza del debito erariale pari ad euro 156.000. In tale prospettiva nei giorni scorsi si è proceduto al sequestro delle quote sociali di due imprese, le disponibilità finanziarie e nr. 2 immobili a loro riconducibili per un valore complessivo di oltre 150.000 euro.

L’odierno sequestro conferma la straordinaria importanza rivestita, nel nostro ordinamento, dalla possibilità di colpire i patrimoni degli amministratori di enti e società in relazione a fatti tributari penalmente rilevanti. L’ablazione dei patrimoni illecitamente costituiti nel tempo attraverso attività fraudolente sembra infatti il più efficace ed insostituibile strumento per far sì, ad un tempo, che venga garantita la soddisfazione del credito erariale che lo Stato vanta nei confronti degli indagati e che questi ultimi non abbiano la possibilità di trarre ulteriori indebiti vantaggi economici dagli illeciti commessi.

 

 

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