FONDAZIONE TLS AVVIA RICERCA SULL'ACIDEMIA METILMALONICA CON OMOCISTINURIA TIPO CBLC

News inserita il 14-07-2026 - Attualità Siena

Progetto da 150 mila euro per sviluppare una possibile terapia basata sulla proteina ricombinante MMACHC

Siena, 14 luglio 2026 – La Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) avvia un nuovo progetto di ricerca dedicato all’acidemia metilmalonica con omocistinuria di tipo cblC, una rara malattia genetica legata a un difetto del metabolismo intracellulare della vitamina B12. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con l’Associazione Italiana Acidemia Metilmalonica con Omocistinuria cblC – aps ed è finanziata con un contributo di 150 mila euro da parte dell’associazione.

Il progetto, coordinato da TLS, coinvolge la Sezione di Biofisica del CNR di Palermo e l’Università di Ferrara e punta allo sviluppo di un nuovo approccio terapeutico basato sull’impiego di proteine ricombinanti.

La cblC rappresenta il più comune difetto congenito del metabolismo intracellulare della vitamina B12 e può manifestarsi in ogni fase della vita, dal periodo neonatale fino all’età adulta. La patologia presenta un quadro clinico complesso, caratterizzato da possibili ritardi dello sviluppo psicomotorio, difficoltà nella crescita, progressivo deterioramento neurologico, problemi oculari e retinici con riduzione della vista, cardiomiopatia e convulsioni.

Attualmente i trattamenti disponibili consentono di migliorare la gestione della malattia, ma non sono completamente risolutivi. La necessità di nuove strategie terapeutiche rimane quindi una priorità per la ricerca.

Nelle sue diverse varianti, la cblC interessa circa un nuovo nato ogni 100 mila, con circa 12-15 nuove diagnosi ogni anno. In Italia sono stimati circa 250 pazienti, mentre a livello mondiale il numero complessivo è compreso tra 30 mila e 35 mila casi. Dal 2017 la patologia è inclusa nello screening neonatale esteso in Italia e in alcuni Paesi europei: la diagnosi precoce ha consentito di migliorare la prognosi, permettendo di iniziare la terapia disponibile prima della comparsa dei sintomi.

Il trattamento oggi utilizzato si basa principalmente su iniezioni quotidiane di idrossicobalamina ad alto dosaggio. Tuttavia, restano diverse problematiche cliniche, tra cui la grave compromissione della vista e un ritardo cognitivo variabile spesso associato all’ipovisione.

Al centro del nuovo progetto TLS c’è lo studio della proteina ricombinante attiva MMACHC, pensata per sostituire l’enzima endogeno assente o non funzionante nei pazienti. La ricerca riprende i risultati ottenuti da un precedente studio condotto nel 2014 presso la Fondazione senese, che aveva mostrato risultati incoraggianti.

In quella fase sperimentale, la proteina introdotta nelle cellule derivate da pazienti attraverso un sistema di trasporto disponibile sul mercato aveva permesso di ripristinare il corretto metabolismo intracellulare e normalizzare i livelli dei metaboliti alterati. I risultati ottenuti hanno costituito la base per il nuovo progetto, che punta ora alla realizzazione di un sistema di rilascio intracellulare più efficace e sicuro, compatibile con un possibile futuro sviluppo clinico.

«La sfida scientifica è rappresentata dallo sviluppo di un sistema di delivery nuovo in grado di veicolare efficacemente la proteina ricombinante all’interno delle cellule malate – dichiara Laura Tinti, ricercatrice della Fondazione Toscana Life Sciences e Principal Investigator del progetto –. L’obiettivo è creare un enzima funzionale che, una volta somministrato, possa contribuire al recupero del metabolismo cellulare nei pazienti e dimostrare la propria efficacia anche in un modello in vivo».

Le attività previste comprendono la raccolta di campioni biologici da pazienti affetti da cblC, la produzione e la funzionalizzazione della proteina ricombinante, il suo inserimento in sistemi di trasporto intracellulare e le successive valutazioni in vitro su fibroblasti.

Dopo una prima fase di sperimentazione su cellule epiteliali ottenute da pazienti, il progetto prevede anche una valutazione dell’efficacia terapeutica attraverso un modello animale della malattia.

«L’Associazione cblC è nata nel 2017 ed è un esempio pressoché unico a livello mondiale di associazione monomalattia per una patologia così rara, con circa 120 soci e oltre 100 casi rappresentati in Italia – spiega Alessandro Costetti, presidente dell’Associazione Italiana Acidemia Metilmalonica con Omocistinuria cblC – aps –. Nella nostra mission è prioritario sostenere la ricerca per migliorare le terapie disponibili e svilupparne di nuove, più efficaci, definitive e con un minore costo biologico per i pazienti».

Costetti sottolinea inoltre come la collaborazione con TLS sia nata dalla volontà di rilanciare il precedente progetto sulla proteina MMACHC ricombinante sviluppato nel 2014 dalla dottoressa Laura Tinti, con l’ambizione di porre le basi per una futura terapia enzimatica.

Fondata nel 2017 da famiglie di pazienti, l’Associazione Italiana Acidemia Metilmalonica con Omocistinuria cblC – aps rappresenta oggi una delle principali realtà europee dedicate alla patologia, con una rete di oltre 100 casi seguiti e una partecipazione attiva ai network scientifici internazionali.

Attraverso questa collaborazione, TLS e l’Associazione cblC rafforzano il collegamento tra ricerca scientifica e comunità dei pazienti, promuovendo un modello orientato allo sviluppo di nuove soluzioni per le malattie rare e per bisogni clinici ancora privi di risposta.

 

 

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