Petri: "I numeri confermano una pressione fiscale eccessiva"

Un fisco che continua a pesare, anche se con sfumature diverse da città a città. È la fotografia scattata dall’Osservatorio CNA con l’indagine “Comune che vai, fisco che trovi”, che misura il livello di pressione fiscale sulle imprese italiane.
Nel 2024 il total tax rate medio nazionale – somma di tasse, imposte e contributi che gravano sull’impresa tipo – si attesta al 52,3%, con un lieve calo rispetto al 2023. La provincia di Siena si colloca leggermente sotto la media: 51% nel capoluogo, 50,3% a Poggibonsi e 49,6% a Montepulciano.
Tradotti in pratica, i numeri si riflettono nel cosiddetto “tax free day”, la data simbolica in cui l’impresa smette di lavorare per il fisco e comincia a produrre reddito per sé. A Siena cade il 5 luglio, a Poggibonsi il 2 luglio e a Montepulciano il 30 giugno. Differenze minime sul calendario, ma che per le aziende si traducono in risorse immediate da destinare a investimenti e programmazione.
“Che Siena sia sotto la media nazionale è un dato positivo, ma parliamo comunque di una pressione fiscale che assorbe più della metà dei redditi aziendali – commenta Fabio Petri, presidente di CNA Siena –. Questo frena la crescita e limita la capacità di investimento.”
Secondo lo studio CNA, a determinare le differenze territoriali sono soprattutto addizionali locali, IMU sugli immobili strumentali e Tari. In questo quadro, Poggibonsi e soprattutto Montepulciano riescono a garantire condizioni relativamente più favorevoli.
“Le nostre imprese non cercano scorciatoie, ma un fisco equo e sostenibile – prosegue Petri –. Se è vero che Siena si colloca meglio della media, il 51% resta un dato insostenibile. Al tempo stesso, i numeri di Montepulciano dimostrano che un modello più equilibrato è possibile e può diventare un fattore di attrattività.”
Dal livello nazionale CNA rilancia alcune proposte per alleggerire il carico: aggiornare i valori catastali in linea con il mercato, rendere uniformi le detrazioni, incentivare i passaggi generazionali e ridurre le disparità tra territori.
“La fiscalità deve diventare un motore di sviluppo – conclude Petri –. Liberare risorse oggi imbrigliate dal fisco significa rafforzare l’economia reale e restituire fiducia agli imprenditori. L’esperienza di Montepulciano ci dice che si può fare: ora occorre trasformarla in un modello per tutta la provincia.”
Il dossier CNA conferma dunque che, pur con margini di vantaggio rispetto alla media nazionale, il territorio senese resta inserito in un quadro di pressione fiscale elevata. La sfida, secondo l’associazione, è trasformare il fisco da ostacolo a leva di crescita.







































