Il sindacato guarda alle aggregazioni senza preclusioni, ma chiede tutela per occupazione, rete, Direzione generale e territori

I risultati del primo semestre 2026, secondo First Cisl Mps, indicano una banca tornata a esprimere solidità e capacità di crescita. L’utile netto ha superato 1,1 miliardi di euro, con un incremento del 25,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il Cet1 si è attestato al 16,3%.
Per il sindacato, questi risultati sono anche il frutto del lavoro svolto negli anni dalle lavoratrici e dai lavoratori del Monte dei Paschi di Siena. Un percorso segnato, in passato, da riorganizzazioni, riduzioni dei costi, sacrifici e incertezze, che oggi lascia spazio a una fase nella quale, secondo First Cisl, le scelte sul futuro della banca possono essere affrontate da una posizione di maggiore forza.
È in questo contesto che il sindacato invita a valutare con attenzione le prospettive di aggregazione. First Cisl Mps precisa di non essere contraria in linea di principio a fusioni o acquisizioni: nella storia del settore bancario, sostiene, alcune operazioni hanno consentito di rafforzare gli istituti coinvolti, tutelare l’occupazione e migliorare i servizi offerti ai territori.
La valutazione, però, deve partire dagli effetti industriali dell’operazione. Per First Cisl, il problema si pone quando il valore di un’aggregazione viene ricercato soprattutto attraverso riduzioni della rete, chiusure di filiali, ridimensionamento delle strutture centrali o dispersione delle competenze. In questi casi, secondo il sindacato, non si produrrebbe nuova ricchezza, ma si finirebbe per redistribuire valore già esistente a scapito dei lavoratori e dei territori.
Da qui i punti che First Cisl Mps considera prioritari. Il primo riguarda l’unità del gruppo, che l’operazione con Mediobanca ha reso più grande e, secondo il sindacato, potenzialmente più capace di servire la clientela. Rete, Direzione generale, marchio e competenze complementari vengono indicati come componenti di un patrimonio da preservare.
Il secondo punto è il lavoro. First Cisl sostiene che le eventuali sinergie non possano tradursi esclusivamente in riduzioni degli organici o in costi sostenuti dalle lavoratrici e dai lavoratori.
Il terzo riguarda il rapporto con i territori. Famiglie e imprese che si affidano alla banca, sottolinea il sindacato, devono poter contare sulla presenza di una rete vicina e non essere penalizzate da ulteriori chiusure di sportelli.
La posizione di First Cisl parte quindi dal percorso compiuto durante gli anni del risanamento. Per il sindacato, chi ha contribuito alla ripresa del Monte dei Paschi deve poter beneficiare dei risultati raggiunti e non essere chiamato a sostenere ulteriori sacrifici.
First Cisl Mps annuncia infine che continuerà a seguire gli sviluppi senza pregiudizi, ma con attenzione alle conseguenze delle eventuali operazioni. Il criterio indicato è quello della capacità di rafforzare realmente il Monte dei Paschi, tutelando al tempo stesso chi vi lavora e i territori nei quali la banca opera, anziché privilegiare vantaggi immediati per pochi.









































