Sindacati chiedono l’intervento della Regione Toscana per salvare produzione e occupazione

Nuova crisi nel comparto moda della Valdichiana senese. A Chiusi Scalo il calzaturificio Farida, storica realtà produttiva legata ai brand del lusso, si trova ad affrontare una situazione di forte difficoltà che coinvolge 21 dipendenti.
A lanciare l’allarme è la FILCTEM CGIL di Siena, che parla di un “continuo stillicidio di crisi aziendali” sul territorio provinciale e nazionale. Dopo i casi registrati a Sinalunga, anche Chiusi si trova ora al centro di una nuova vertenza industriale.
Nel corso di un recente incontro sindacale, l’azienda ha evidenziato un quadro preoccupante, segnato da più fattori: le conseguenze di un incendio che in passato ha colpito lo stabilimento, la crisi strutturale del settore moda e le tensioni geopolitiche che incidono sulla domanda. A questi elementi si aggiungerebbero criticità nei rapporti con un istituto finanziario.
Secondo quanto riferito dai sindacati, gli ammortizzatori ordinari non sarebbero più sufficienti e si starebbe valutando il ricorso alla cassa integrazione straordinaria con contratto di solidarietà. È già stato inoltre avviato un percorso di concordato con l’obiettivo di garantire la continuità aziendale.
I lavoratori, riuniti in assemblea, chiedono ora l’attivazione dell’Unità di crisi della Regione Toscana per individuare soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro e il presidio produttivo locale. Coinvolte anche le istituzioni: il sindaco di Chiusi e la presidente della Provincia di Siena sono stati informati della situazione.





































