Riflessioni musicali dopo la vittoria di Sal Da Vinci

Stante la drammaticità dell'ultima edizione del Festival di Sanremo, a mente fredda ci siamo abbandonati a delle riflessioni musicali.
Ci ricordiamo nei vari collegamenti da casa di Carlo Conti che alle sue spalle, nel suo studio, emerge ben in evidenza la copertina del disco The dark side of the Moon dei Pink Floyd; ebbene, con grande ilarità, ci chiediamo cosa c'entri con questo...Sal Da Vinci!
Senza offesa per le nostre rispettabili sagre popolari, se lo avessimo sentito cantare alla sagra della pastasciutta, il cantante napoletano, non solo non ci saremmo sorpresi ma neanche ci saremo girati a guardarlo, credendo nella solita convenevole serata di liscio.
Niente di personale ma non certo lui degno di una vittoria, arrivata chissà da dove ma qualche sospetto ce lo abbiamo.
Unica cosa degna di nota una Arisa dal bel canto, impeccabile, testo degno di una fiaba e sinceramente una bella melodia.
Masini si "rintrogola" nel rap per ritornare di moda, Raf non è certo agli splendori di Self control; un Max Pezzali degno di nota, come ospite su una nave, ha intrattenuto tutti con una serata dance.
Ottimo come sempre Ermal Meta con un pezzo toccante ma che contrastava con una ritmica latina che noi provenienti dalla new wave '80 aborriamo come la morte.
Ditonellapiaga strizza un bell'occhio all'elettronica e ci consegna un pezzo accattivante e ben strutturato.
Complessivamente un'edizione farlocca che Carlo Conti ha mal sopportato, ben visibile il suo disappunto e quello della Pausini: probabilmente pressato dalle case discografiche ha dovuto ingoiare rospi troppo grossi.
Le movenze epiche e la melodrammaticità partenopea delvincitore verranno apprezzate, magari all'Eurofestival, rispettando il classico cliché dello stereotipo italiano... sperando che Al Pacino o Robert De Niro facciano da controfigura!!!
Simone Benvenuti





































