FABIO SUL CASO SARROCCHI: "NON VOLTIAMOCI DALL'ALTRA PARTE"

News inserita il 17-01-2026 - Cronaca Siena

Il sindaco di Siena condanna la scritta con la "lista stupri" nei bagni dell’istituto e chiede una risposta ferma per difendere dignità e rispetto

Il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, interviene con parole nette e senza ambiguità sull’episodio avvenuto all’interno dell’Istituto tecnico Tito Sarrocchi, dove in un bagno della scuola è stata rinvenuta una scritta contenente una cosiddetta “lista stupri” con nomi di studentesse.

«Sono profondamente colpita da quanto accaduto, non solo come primo cittadino, ma come donna e come insegnante – afferma Fabio –. Non si tratta di un semplice fatto scolastico, ma di un episodio che chiama in causa i valori fondamentali del rispetto e della dignità umana. È proprio tra i banchi di scuola che deve nascere il primo argine contro ogni forma di violenza».

Il sindaco esprime piena solidarietà alle studentesse coinvolte e alle loro famiglie, ringraziando al contempo la dirigente scolastica per aver avviato tempestivamente le procedure per individuare i responsabili. «In situazioni come queste non voltarsi dall’altra parte è una priorità assoluta. Nessuna parola e nessuno “scherzo” che richiami la violenza sessuale può essere tollerato o minimizzato, soprattutto quando coinvolge persone reali. Si tratta di un gesto gravissimo, offensivo e vigliacco».

Secondo Fabio, episodi di questo tipo sono il segnale di una cultura che non riconosce pienamente i diritti e la dignità delle persone. «È un’azione compiuta da pochi – sottolinea – che non rappresenta i valori dell’intera città di Siena».

Il richiamo è poi al ruolo centrale della scuola e della comunità educante. «La scuola deve essere un luogo di crescita non solo culturale, ma anche morale. L’educazione al rispetto della persona, alla responsabilità civile, all’affettività e alla parità di genere deve restare al centro dell’esperienza scolastica. Le istituzioni locali e la comunità educativa devono lavorare insieme su progetti condivisi che rafforzino questi valori».

L’appello alla città. «Siena non può permettersi indifferenza o sottovalutazioni. Ogni gesto che lede la dignità di una persona deve ricevere una risposta educativa, civile e ferma. Siamo una città fondata sulla cultura e sul rispetto reciproco: non possiamo accettare che simili episodi vengano considerati “ragazzate”. Il futuro dei nostri giovani dipende anche da come reagiamo davanti a segnali come questi».

 

 

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