Chiarimenti sul piano della società Sviluppo Industriale Siena e sulle prospettive di reindustrializzazione dell'area di viale Toselli

Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato un’interrogazione in Consiglio comunale per fare luce sul futuro dell’ex stabilimento Beko di viale Toselli e sul percorso di reindustrializzazione dell’area.
L’atto, con prima firma della consigliera Giulia Mazzarelli, chiede all’amministrazione comunale di chiarire lo stato di avanzamento del progetto industriale che dovrebbe ridare prospettive produttive al sito, dopo la cessazione definitiva della produzione avvenuta il 28 novembre 2025, al termine di 58 anni di attività.
Attualmente sono 158 le lavoratrici e i lavoratori ancora nel perimetro aziendale, in cassa integrazione a zero ore fino al 31 dicembre 2027, termine entro il quale dovrebbe concretizzarsi il progetto di rilancio industriale dell’area.
Nel documento i consiglieri dem chiedono di conoscere con maggiore precisione il ruolo e la strategia di Sviluppo Industriale Siena Srl, la società costituita da Invitalia e partecipata dal Comune di Siena con una quota del 20%, nata con l’obiettivo di gestire il sito, riqualificarlo dal punto di vista ambientale ed energetico e attrarre nuovi investimenti.
Tra le richieste contenute nell’interrogazione figurano informazioni sul piano industriale della newco, sul budget previsto per il 2026 e sullo stato delle interlocuzioni con eventuali soggetti interessati a investire nell’area. I consiglieri chiedono inoltre chiarimenti sulle prospettive economiche della società, in particolare sulle previsioni di bilancio per il 2026, e sugli eventuali accordi tra i soci che garantiscano al Comune un ruolo effettivo nelle decisioni strategiche.
Secondo il gruppo del Partito Democratico, la partita che riguarda l’area di viale Toselli ha una portata che va oltre i lavoratori attualmente coinvolti nella vertenza. L’obiettivo, sottolineano i consiglieri, dovrebbe essere quello di garantire prospettive occupazionali stabili almeno ai 299 lavoratori inizialmente interessati dalla crisi dello stabilimento.
In una fase considerata delicata per il mercato del lavoro cittadino, il futuro dell’ex sito industriale rappresenta, secondo il Pd, una possibile occasione per rilanciare lo sviluppo manifatturiero di Siena e creare nuove opportunità occupazionali di qualità.





































