Massimo riserbo sulle offerte per il patto di riservatezza. Sindacati preoccupati: "No a soluzioni temporanee o al ribasso"

È scaduto il termine per le manifestazioni di interesse sul rilancio dell’ex stabilimento Beko di viale Toselli e l’avviso non sarebbe rimasto deserto: le indiscrezioni parlano di tre proposte formalmente inviate a Roma, su un totale di tre-quattro soggetti industriali emersi dopo i sopralluoghi di inizio giugno. Due sarebbero aziende senesi, mentre su un terzo investitore vige il massimo riserbo; un’ulteriore manifestazione sarebbe stata esclusa per motivi tecnici. L’intera procedura resta coperta da accordi di riservatezza e istituzioni in silenzio.
Il piano riguarda un’area industriale di circa 40mila metri quadrati, suddivisa in due lotti distinti: uno destinato alla produzione e uno allo stoccaggio e magazzino. È proprio l’ampiezza del sito e la sua articolazione a sollevare dubbi tra sindacati e lavoratori, che temono difficoltà nel garantire un pieno rilancio produttivo e il riassorbimento degli attuali 150 dipendenti in cassa integrazione a zero ore. La fase decisiva è attesa tra fine 2026 e inizio 2027, con piena operatività non prima del 2028.







































