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DISCEPOLI E LA PANCHINA, UN VIZIO DI FAMIGLIA

News inserita il 02-10-2019 - Mens sana

L’assistant coach biancoverde è figlio di Giancesare, “meteora” nella Robur di fine anni Novanta

Questa storia inizia nel 1998, a fine agosto, non sul parquet ma su un campo da calcio. Il 31 di quel mese la Robur dà il benservito al suo mister, che ha perso in coppa a Pontedera nonostante abbia a disposizione (dicono gli addetti ai lavori) materiale calcistico per andare in serie B: l’allenatore si chiama Giancesare Discepoli, al Rastrello ha vissuto un pomeriggio indimenticabile qualche anno prima vincendo la C1 alla guida (assieme a G.B. Fabbri) della Spal, un’altra volta col Gualdo gli è andato di traverso all’ultimo tuffo un pareggio che sembrava aver raccattato in extremis, ma la sua storia col Siena finisce lì.

Ne inizia un’altra di storie, in compenso, sempre a Siena e sempre a casa Discepoli. A scriverla è Nicola, figlio del tecnico umbro, ma è una storia fatta di libri e non di pallone: “Dopo aver passato tutta l’adolescenza al seguito di mio padre – racconta Discepoli jr, che a fine novembre compirà 40 anni –, scelsi di piantare radici a Siena per intraprendere i miei studi”.  Studi che, per la cronaca, lo hanno portato a diventare professore aggregato in chirurgia dentale presso il dipartimento di Biotecnologie Mediche dell’ateneo e che oggi permettono a Nicola di concedersi una battuta: “Da un matrimonio negativo, nato male e di brevissima durata sul campo da calcio, a livello familiare si sono quantomeno create le condizioni per altre esperienze, positive”.

Considerato che né il calcio, né tantomeno l’università, sono argomenti abituali per questo spazio, è bene aggiustare il tiro. Sempre di una panchina si parla, incontrando Nicola Discepoli, perché evidentemente nel dna familiare ci sono quei cromosomi, ma la panchina è di una squadra di basket ed è quella della nuova Mens Sana: sarà lui, infatti, uno degli assistenti di coach Pierfrancesco Binella, coadiuvandolo nella guida della prima squadra che a metà ottobre esordirà in Promozione ma guidando pure una formazione del settore giovanile biancoverde. Discepoli arriva a Siena, cestisticamente parlando, da Carrara dove era capo-allenatore in serie C Silver: nella stessa categoria aveva già guidato Viareggio e prima ancora, in D, Pietrasanta, insomma un curriculum di livello che ben lo integra con il resto dello staff biancoverde, anche se in termini di attualità anche per lui c’è una discesa, sensibile, sul basso scalino della Promozione. “Non mi sono posto il problema della categoria – chiarisce subito Nicola Discepoli -, se ho detto sì alla Mens Sana l’ho fatto per la progettualità che ho intravisto e che mi è stata illustrata da chi in estate stava già lavorando in società per ripartire. C’è una base interessante, ci sono prospettive pluriennali di sviluppo e poi ad un ambiente del genere, con la storia che lo contraddistingue, si può solo rispondere in maniera affermativa”.

Come le è arrivata la proposta di allenare a Siena?

“Premesso che mi sono trasferito qui per motivi di lavoro, a fare da ponte fra il sottoscritto e la Mens Sana è stato Filippo Franceschini, che conoscevo e che mi ha introdotto a Pierfrancesco Binella. Il coach e Riccardo Caliani, sin dai primissimi colloqui, mi hanno esposto un progetto serio e coinvolgente e io ho accettato subito di farne parte, con entusiasmo”.

Che giudizio si può dare sulla squadra dopo questa prima fase di precampionato?

“Intanto dico che il tempo in palestra vola, e questo è un buon segnale per la qualità del lavoro anche se c’è molto da fare. Nelle prime settimane ci siamo conosciuti reciprocamente, come staff tecnico e con la squadra sul parquet, ma anche sul piano cestistico stiamo provando mdiverse situazioni: i ragazzi le recepiscono, mentalmente e fisicamente c’è un gruppo di giocatori che lavorano con intensità e con voglia di fare. Mi pare che, tutto sommato, stiano reagendo bene anche al carico atletico”.

Buone prospettive anche per il suo impegno col settore giovanile?

“Alleno l’Under 15, un team cambiato rispetto all’Under 14 Elite che lo scorso anno aveva molti prestiti ma che, già in questa prima fase della stagione, si fa apprezzare per l’applicazione messa negli allenamenti. Ho molta fiducia, anche se siamo solo all’inizio di un percorso”.

C’è sempre di mezzo una panchina, in famiglia…

“È vero, anche se gli sport sono diversi, e poi mio padre viaggia ad alto livello. Da qualche tempo svolge il compito di osservatore per la Nazionale Under 21, insomma gira l’Europa e si gode partite di qualità assoluta”.

Mister Giancesare segue da lontano coach Nicola?

“Siamo sempre in contatto, oltretutto lui è molto appassionato anche di basket e non manca mai di interessarsi alla mia attività in panchina. L’anno scorso si è informato spesso su come andavano le cose a Carrara, adesso sarà senza dubbio molto attento alle vicende della Mens Sana”.

Matteo Tasso

 

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