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DISCEPOLI: “IL SETTORE GIOVANILE DELLA MENS SANA TORNA PROTAGONISTA”

News inserita il 29-10-2021 - Mens sana

Il coach guida l’Under 17 Eccellenza: “Restituita dignità alla struttura”. Menconi è una sua scoperta: “Vuole vincere a Siena”

C’è un settore giovanile rimesso a nuovo, alle spalle del buon avvio che la prima squadra biancoverde sta compiendo nel campionato di C Silver. Dopo la discesa agli inferi del 2014 e le macerie del post 2019, parlare di vivaio in una realtà come la Mens Sana sembrava pura utopia, ma ciò che il progetto Basketball Academy è riuscito a costruire in sole due stagioni (l’ultima delle quali vissuta per larga parte lontano dal parquet, causa pandemia) rappresenta il vero punto di svolta nell’idea di ripartenza che Riccardo Caliani e Pierfrancesco Binella hanno impostato in viale Sclavo.
Componente dello staff tecnico biancoverde, Nicola Discepoli si è sdoppiato per due campionati nel ruolo di assistente in prima squadra e di capo allenatore nel settore giovanile. Un ruolo, quest’ultimo, che nella stagione 21/22 vede il coach impegnato al timone della compagine Under 17 Eccellenza: “È un campionato complesso – spiega Discepoli, al suo terzo anno in biancoverde dopo aver guidato Versilia, Viareggio e Audax Carrara -, lo affrontiamo col gruppo di ragazzi nati nel 2006 confrontandoci con squadre formate quasi totalmente da 2005: l’approccio è stato molto buono, siamo reduci da un paio di vittorie, una delle quali in trasferta, che stanno dandoci ragione anche sul piano dei risultati oltre che per il morale”.
Cosa significa tornare a disputare un torneo Eccellenza?
“Rappresenta una sfida, un percorso di maturazione per giocatori sui quali puntiamo con convinzione e che nei prossimi mesi, nella prossima stagione, troveranno il conforto anche dei risultati. Prima però è necessario acquisire quel pizzico di esperienza che oggi manca: siamo reduci da un’annata condensata in pochissimi mesi e senza dubbio poco allenante, trovarsi a competere in Eccellenza direttamente dall’Under 15 è come aver compiuto un doppio salto, sul piano del vissuto, della tecnica e dell’impegno fisico”.
L’Eccellenza è un target per tutto il settore giovanile?
“Siamo iscritti all’Eccellenza anche con la formazione Under 15 e, quando avremo i giocatori per farlo, la disputeremo pure in categoria Under 19. Due anni fa siamo partiti contando solo sull’Under 15 regionale e sull’Under 13, oggi abbiamo queste due compagini Eccellenza, altrettante formazioni di pari categoria regionale, l’Under 13 e poi c’è il minibasket: c’è orgoglio e soddisfazione, perché in ciascun gruppo abbiamo un capo allenatore e due assistenti e ogni squadra è composta da 14-15 giocatori. Ci stiamo strutturando ben oltre gli auspici iniziali”.
Quanto interesse c’è, fuori da Siena, attorno a questa ripartenza giovanile della Mens Sana?
“Stiamo notando grande attenzione da parte degli addetti ai lavori, si apprezza il lavoro che la società sta compiendo oltre al fatto che il nome Mens Sana torna ad essere presente e protagonista sulla mappa del basket giovanile toscano. Era tutto meno che scontato, ma il lavoro che Riccardo Caliani e Pierfrancesco Binella hanno impostato sta pagando. C’è stato un grande impegno da parte di tutti sul territorio, con le famiglie dei ragazzi, con tante strutture che ci seguono e condividono il nostro percorso: dopo i guai societari del passato, al settore giovanile biancoverde è stata restituita dignità. Da qui si riparte, nel basket di oggi lavorare bene sui giovani significa porre basi solide per il futuro”.
Allargando il focus, la Mens Sana sta portando in prima squadra giocatori come Pietro Milano, e altri, che non arrivano tra i senior solo per andare a referto…
“Tutto è nato grazie al gruppo dei 2000 e 2001, salito a bordo della ripartenza dalla Promozione due anni fa. Pannini è l’esempio assoluto, ma molti altri ragazzi che facevano parte di quelle annate hanno dato un contributo importante alla prima squadra durante gli ultimi due campionati senior. Milano, Giorgi e Santini sono tesserati da un paio di anni pure con l’Asinalonga Basket, e questo ha permesso loro di crescere sul piano dell’esperienza oltre che del basket, di avere insomma qualità e vissuto per affrontare la C Silver e, in prospettiva, di fare da traino per altri che in futuro arriveranno in prima squadra”.
Marco Menconi, il 2002 che sta facendo benissimo in C Silver, ha dichiarato di aver scelto Siena anche perché alla Mens Sana c’era Nicola Discepoli…
“Tre anni fa, quando ero capo allenatore a Carrara in C Silver, mi fu proposto dal club di provare un giovane del vivaio come cambio nel ruolo di playmaker. Dopo sole tre partite Menconi, ovviamente sto parlando di lui, diventò il titolare della cabina di regia di quella squadra, che a fine stagione raggiunse i playoff. Assieme a Giorgio Viaggi, che era il mio assistente, fummo scioccati dalla sua freddezza, dalla lucidità e dalla sfrontatezza con la quale affrontava un campionato molto fisico, caratterizzato da contatti sporchi: era un contesto molto sfidante per un ragazzino di nemmeno 17 anni, eppure dopo pochissime settimane Marco aveva in mano le chiavi della squadra, dimostrando letture, intensità in difesa, due dimensioni offensive, grande capacità di gestione. Quando andava in campo, sembrava che avesse già giocato la partita poche ore prima, a casa”.
Quindi è stato lei a consigliarlo alla Mens Sana?
“Subito dopo la partita che in primavera siamo andati a giocare a Carrara, mi ha espresso la volontà di proseguire i suoi studi altrove. Mi si è accesa una lampadina, pensando a Siena come sede universitaria e alla Mens Sana come possibilità cestistica, ne ho parlato con lui e con la famiglia, con la quale ho un ottimo rapporto. Chiaro che poi la trattativa vera e propria è stata portata avanti dalla società, non dal sottoscritto”.
Dove può arrivare Menconi?
“Gli ho lanciato un paio di sfide, da quando ha scelto Siena. A Carrara trascinava un pubblico di 200 persone, qui deve arrivare a trascinare il pubblico della Mens Sana, in un contesto e con numeri ovviamente non paragonabili. La seconda sfida riguarda il suo essere un giocatore potenzialmente da categorie superiori: deve conquistarle sul campo, con addosso la maglia della Mens Sana. Sta lavorando duro, come sua abitudine, e vuol vincerle entrambe”.
Matteo Tasso

 

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