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DA SIENA PARTE "L'ELISIR DI LUNGA VITA"

News inserita il 04-04-2022 - Attualità

Al via il Comitato Scientifico Terre della Salute per le ricerche per il benessere. Presentato al Santa Maria della Scala il gruppo di lavoro coordinato da Stefano Ciatti

Da una delle capitali del gusto e dell'eccellenza, patria di numerose Dop e Igp di caratura internazionale, ma anche terra di numerose piante medicinali oggetto di studi approfonditi, nasce un'idea legata al benessere che mette al centro l'alimentazione di qualità come elisir di lunga vita. Non poteva che avere il proprio cuore a Siena il progetto Terre della Salute, presentato sabato scorso al Santa Maria della Scala nel corso di un evento, nato in collaborazione con il Comune di Siena, che ha visto anche l’intervento di illustri medici e scienziati del settore. Nella stessa giornata professori, medici e ricercatori hanno passeggiato nelle meravigliose strade bianche del nostro territorio, teatro di grandi eventi sportivi, ma anche meta giornaliera di migliaia di appassionati del trekking o della bicicletta, sport praticati anche come stile di vita. Lungo la Francigena ci sono state degustazioni di eccellenze come lo zafferano, il miele, il vino, la birra, le castagne e tanti altri prodotti apprezzati per le loro bontà organolettiche ma anche oggetto di ricerche scientifiche che dimostrano come l'utilizzo di queste materie prime non solo coccola il palato ma fa bene alla salute del nostro corpo. D'altronde le ricerche dimostrano come la salute passi anche attraverso il rispetto dell'ambiente, dei metodi e dei tempi di produzione e di consumazione.

La mission. La scienza e la comunicazione sono i due pilastri su cui si fonda Terre della Salute che si svilupperà con varie attività che mirano a diffondere su larga scala le più avanzate ricerche e conoscenze scientifiche in materia di alimentazione, stile di vita e salute attraverso anche un ciclo di incontri in presenza. Motore del progetto un Comitato Scientifico di valore assoluto coadiuvato da uno staff di professionisti della comunicazione che si occuperà della divulgazione sui canali digitali e tradizionali: già online il portale ufficiale del progetto (www.terredellasalute.it) con mission, podcast, aggiornamenti e le prime ricerche scientifiche pubblicate. Un contenitore di studi e un archivio prezioso che sarà costantemente aggiornato e patrimonio di tutti coloro che lo vorranno consultare.

Dalla ricerca la chiave per il benessere. Gli studi che si sono moltiplicati nel corso degli anni hanno prodotto numerosi spunti interessanti da seguire per prevenire problemi e malattie. Un esempio? Bere acqua è un “toccasana” per sconfiggere la tosse. Come ha spiegato il professor Alessandro Zanasi, pneumologo e direttore del Centro per lo studio e la cura della tosse al Sismer di Bologna, “chi beve meno acqua tossisce di più. I bambini che bevono poco soffrono di tosse quasi il doppio degli altri. Un nostro studio rivela che più del 60% dei bambini italiani non beve a sufficienza. Soffre di tosse il 90% dei bimbi disidratati rispetto al 52% di quelli idratati”. A volte un elisir di benessere è frutto del patrimonio del territorio grazie alle sue preziose erbe officinali che sono oggetto di studi di ricerca. Il professor Marco Biagi, Ricercatore dell'Università di Siena al Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell'Ambiente, entra nello specifico sul tema. “Le terre della salute sono quelle dove nascono piante medicinali utili all'uomo ma le terre della salute sono anche quelle dove queste piante medicinali vengono studiate con rigore ed entrano a far parte della medicina basata su dati scientifici.

L'Università di Siena e la città sono state e sono ancora oggi il riferimento nazionale per lo studio e la formazione della fitoterapia”. Un impegno che ha prodotto risultati importanti. Le ricerche hanno portato in primis alla “valorizzazione di prodotti e sottoprodotti alimentari del territorio, come nel caso delle proprietà di protezione intestinale della varietà di fagiolo Venanzio tipica di Murlo o della spiccata attività antiossidante delle foglie del castagno della varietà Bastarda Rossa di Arcidosso. Ma non solo: lo studio delle piante medicinali del territorio ha portato alla riscoperta di importanti tradizioni etnofarmacologiche. E' questo il caso - continua Biagi - dello studio della cosiddetta erba della Madonna per la cura di ferite difficili o del cisto per il trattamento delle infezioni virali”. Ed a proposito di infezioni virali, una collaborazione tra l'Università di Siena e l'Istituto Nazionale Malattie Infettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani” di Roma ha potuto dimostrare come la propoli delle api, sostanza resinosa e quindi vegetale che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante, può contrastare la replicazione del coronavirus che causa il Covid-19.

Salute significa coltivare la bellezza. E la prevenzione è anche una ricetta che funziona per rallentare i segni del tempo. Secondo Pucci Romano, medico chirurgo, specialista in Dermatologia e Venereologia e docente di Tecniche Dermatologiche Applicate alla Cosmetologia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, "c'è un modo di tenere a bada il tempo e coltivare la bellezza? La pelle non nasconde nulla e la bellezza troppo spesso viene intesa come parametro effimero e frivolo, mentre è invece la figlia prediletta della salute! E coltivarla vuol dire soprattutto star bene".

La prevenzione contro i tumori passa dalle nostre scelte alimentari. La correlazione tra salute e stili di vita è un tema centrale nella ricerca. “Al momento i ricercatori - spiega il professor Antonio Giordano del Dipartimento Biotecnologie mediche dell'Università degli Studi di Siena - non sono in grado di fare previsioni a livello genetico sul quando, in che misura e sul dove un determinato "insulto ambientale" possa determinare alterazioni della sequenza del DNA. Più certo, invece, che molteplici alterazioni genetiche, in determinate condizioni, possano condurre all'insorgenza del cancro ed altre gravi patologie. Gli stili di vita (evitare il sovrappeso, mantenersi fisicamente attivo, non assumere cibi altamente calorici e zuccherati ecc..) assumono un ruolo determinante rispetto all'insorgenza del cancro al punto che si potrebbe evitare un caso di cancro su tre laddove fossero correttamente adottati”.

Il gruppo scientifico di Terre della Salute. Coordinato da Stefano Ciatti, presidente di Vino e Salute, il gruppo scientifico (in divenire) è formato da Annalisa Santucci, Antonio Giodanol, Teresita Mazzei, Maria Cristina Petrella, Pucci Romano, Marco Biagi, Alessandro Zanasi, Paolo Ceccarelli, Gilberto Martelli, Giovanni Biggio, Claudio Regoli, Maurizio Masini.

 

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