SIENA NOTIZIE NEWS

DA CHIESA A PAPADOPULO: DOLCI RICORDI DI UNA ROBUR SPECIALE

News inserita il 21-12-2018

Una squadra indimenticabile

Dopo la brillante vittoria ottenuta nella penultima giornata di campionato, tra le mura amiche, contro l’Albissola, per la Robur è tempo di tornare a giocare in casa e pensare ai prossimi impegni in campionato per una squadra che punta a raggiungere i play off per l’accesso in Serie B. La squadra di mister Michele Mignani si è ben comportata nel derby la contro la Carrarese grazie ad una prova molto convincente sotto tutti i punti di vista nonostante i pronostici della vigilia non erano molto favorevoli ai bianconeri. La classifica probabilmente non è molto soddisfacente a causa di alcuni risultati negativi, vedi sconfitta contro la Pro Vercelli, che hanno condizionato inevitabilmente la classifica. Certo è che il campionato è ancora lungo e la Robur ha tutto il tempo e la determinazione per dire la sua anche quest’anno. La strada è segnata, il mister conosce bene qual è il modo per imporsi e per portare questo gruppo di ragazzi a rivivere un sogno che manca ormai da tanto tempo. Certo, il campionato cadetto non sarà la Serie A, palcoscenico che Mignani ha calcato proprio con la maglia della Robur, ma è pur sempre un campionato che da inevitabilmente una visibilità diversa alla città ed alla società.

Amarcord: il Siena in Serie A

Era il 2003, infatti, quando il Siena – il 31 agosto – giocò la sua prima partita in Serie A. Il presidente era Paolo De Luca e l’allenatore era Giuseppe Papadopulo. La prima sfida si giocò a Perugia, contro la squadra allenata da Serse Cosmi ed il match si concluse con un pareggio, 2-2. Il primo goal della storia bianconera nella massima serie calcistica viene segnato dopo 19 minuti dal centrocampista Andrea Ardito. Quella col Perugia fu una gara molto complicata ma il Siena dimostrò di meritare la categoria visto che, pur andando in svantaggio per due volte, in entrambe le occasioni riuscirono a recuperare. L’azione del gol di Ardito, il primo in Serie A, partì da un cross di Chiesa che Diamoutene mandò sulla traversa e sull’azione successiva ci fu il tap in di Ardito.

Nella Robur 2003/2004 giocano campioni come Enrico Chiesa, Tore Andre Flo, Nicola Ventola. La partita successiva si gioca all’Artemio Franchi dove il Siena viene sconfitto dall’Inter. Il 21 settembre, nella terza di campionato, la Robur conquista la sua prima vittoria: nel derby con l’Empoli vince addirittura 4-0. Quel primo campionato sarà letteralmente un successo visto che i toscani conquistarono la salvezza posizionandosi addirittura al tredicesimo posto, col Milan campione d’Italia.

In quella squadra, tra i tanti, c’era un calciatore in grado di infiammare i tifosi. Enrico Chiesa, reduce dall’esperienza alla Fiorentina che gli costò due gravi infortuni ripartì proprio dalla squadra bianconera per rilanciare la propria carriera. E fu una scelta azzeccatissima. Arrivato proprio nel 2003, col Siena neopromosso, rimase in toscana per cinque stagioni: 134 presenze, 33 esultanze, condivise con un popolo che gli ha voluto bene al primo sguardo e che con lui in campo non è mai retrocesso. 

Oggi il calcio italiano sta apprezzando le doti di Federico, il figlio di Enrico Chiesa che con la maglia della Fiorentina si sta imponendo come uno degli esterni offensivi più forti d’Italia.  Federico parte più da lontano, in fascia. Enrico era forse meno incisivo nel lungo, ma più determinante nel breve. Nel calcio di allora, era una seconda punta ideale per la capacità di mettersi al servizio della squadra e di regalare assist ai compagni. Ma, con ogni probabilità, se fosse stato un coevo del figlio avrebbe giocato da prima punta, cosa che gli è accaduta soltanto saltuariamente in carriera. Enrico Chiesa è stato uno dei calciatori più forti di quell’epoca d’oro Italiana, culminata poi con la conquista del mondale del 2006. Il marchio di fabbrica, per intendersi, era la conclusione a giro sul secondo palo, preferibilmente da fuori area. Destro o sinistro? Indifferente. Poche volte si sono visti attaccanti in grado di associare potenza e precisione in questo modo. Fabio Capello lo definì un misto tra Gigi Riva e Paolo Rossi. Del secondo non aveva la voracità in area, del primo la forza d’urto. 

In quel Siena si distinsero altri calciatori come Rodrigo Taddei, passato poi alla Roma, Tore Andre Flo e Nicola Ventola. Una squadra indimenticabile. 

 

Galleria Fotografica

Web tv