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CRISI ALL'ISTITUTO FRANCI, IL VICEDIRETTORE GORETTI: "LO SFRATTO, UN DISASTRO"

News inserita il 07-07-2021 - Attualità

Il futuro del Conservatorio è in dubbio dopo la richiesta da parte del Comune di Siena di lasciare i locali in comodato d'uso

SIENA - Il futuro del Conservatorio Rinaldo Franci è in dubbio dopo la richiesta da parte del Comune di lasciare i locali in comodato d'uso. Una notizia che ha scosso Siena e il suo mondo culturale, che sembra sempre più disastrato. Una notizia che mette in pericolo un notissimo centro di formazione che esiste da quasi duecento anni e che potrebbe lasciare la città. Con perdita di posti di lavoro, di studenti e di prestigio.
''L’Istituto Franci è una delle istituzioni di formazione musicale che insieme all’Accademia Musicale Chigiana e all’Accademia Nazionale Siena Jazz danno vita al Polo Musicale Senese - commenta la vicepresidente Lucia Goretti -. Da anni e anni forma giovani musicisti mettendoli in condizione di essere altamente competitivi a livello sia nazionale che internazionale. Molti dei suoi studenti nel tempo, e ancora oggi, sono stati ammessi ai corsi estivi d’eccellenza dell’Accademia Chigiana e di altre illustri istituzioni di perfezionamento musicale; sono risultati vincitori di concorsi di altissimo livello e hanno trovato lavoro presso prestigiose orchestre italiane ed estere, nonché presso importanti enti di formazione musicale, e svolgono carriere concertistiche di prestigio. Le candidature Erasmus dei nostri studenti sono accolte a seguito di selezioni nelle più importanti istituzioni musicali europee. Togliere la sede al Franci in questo momento è distruggere un patrimonio cittadino. ''

Cosa significa questo ''sfratto'', professoressa Goretti?
''Cambiare sede per un conservatorio non significa spostare mobili e strumenti, ma andare a trovare una nuova collocazione con determinate imprescindibili caratteristiche che la rendano totalmente in grado di permettere la massima funzionalità di tutte le attività che un conservatorio svolge: insonorizzazione delle aule con sistemi adeguati alla situazione, spazi grandi in cui possano esercitarsi ensemble numerosi fino al coro e all’orchestra e anche entrambi contemporaneamente, aule in numero sufficiente per poterne riservare una buona parte agli studenti per studio autonomo e molte altre peculiarità di cui un conservatorio deve essere necessariamente dotato. Se tutto ciò non potesse continuare a essere a disposizione a seguito dell’esecuzione della delibera, le attività dell’Istituto Franci dovrebbero fermarsi. L’idea di trovare una nuova collocazione e di adattarla secondo i criteri sopra elencati può apparire sensata sulla carta, ma non lo è nella realtà. Si parla di tempi biblici e intanto può saltare la statalizzazione. Senza parlare dei ritardi inaccettabili di sessioni di esami di profitto e di diplomi accademici, che a loro volta andrebbero a ostacolare la carriera degli studi o lavorativa degli studenti. Non solo: le conseguenze nefaste andrebbero a ricadere anche sugli studenti meno avanti nel percorso, che come gli altri hanno bisogno di continuità didattica e delle stesse disponibilità logistiche che un conservatorio deve offrire.''

Ovviamente quella del Conservatorio è una crisi importante. Cosa potrebbe portare per studenti e docenti?
''Porterebbe un danno inestimabile quindi, soprattutto a livello umano che è senz’altro il più grave, in quanto andrebbe a non ripagare la fiducia che molti giovani senesi e non senesi hanno riposto nell’Istituto “Franci” e nei suoi docenti per uscire formati verso la professione che hanno scelto. Forse sarebbe bene porsi anche il problema dei danni che già può portare creare una situazione di incertezza rispetto al futuro del nostro Istituto - commenta la docente -. Un conservatorio si sceglie, non viene assegnato d’obbligo per pertinenza di residenza anagrafica, ed è per questo che ormai da anni il conservatorio senese ha iscritti, e aspiranti iscritti, provenienti anche da fuori comune, fuori provincia e fuori regione, che si troverebbero ex abrupto defraudati del percorso di studi che hanno individuato come il più adeguato per la loro formazione. Per formare giovani musicisti professionisti occorre anche dare loro l’opportunità di esibirsi in pubblico e produrre eventi musicali. La Città perderebbe anche questo arricchimento dell'offerta culturale, e vedrebbe spezzato quel legame che ha dato vita al sopra citato Polo Musicale Senese.''

Lucia Goretti, che è docente di Violino presso il Franci oltre che vicedirettore, non nasconde i suoi grandi timori. E' un grido di allarme, il suo, tra l'altro in un periodo di pandemia che ha visto le opportunità per tutti gli artisti diminuire pesantemente. Un grido che si spera possa far comprendere alle istituzioni coinvolte la gravità di questo momento, e spingere il Comune a trovare una soluzione per mantenere i locali del Conservatorio dove si trovano attualmente, nel cuore di Siena come da quasi due secoli a questa parte.

Annalisa Coppolaro

 

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