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COVID, IL CONTRIBUTO DEI PROFESSIONISTI DELLA RIABILITAZIONE ALLE SCOTTE

News inserita il 29-04-2021 - Attualità

Oltre 400 pazienti presi in carico in un anno di pandemia

75 pazienti Covid trattati tra marzo e giugno 2020, altri 400 tra ottobre 2020 e aprile 2021. Sono i numeri dell’unità operativa Professioni Sanitarie Riabilitative, responsabile è la dottoressa Sabrina Taddei, le cui attività portate avanti da fisioterapisti e logopedisti non hanno conosciuto sosta all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, nonostante la pandemia. Si tratta di attività incentrate sulla prevenzione della perdita e sulla promozione dell’acquisizione, oltre che sul recupero, delle funzioni che possono essere perse o deficitarie per le più svariate cause, comprese quelle legate all’infezione da SARS-CoV-2. Gli ambiti dell’attività fisioterapica vanno da quello motorio a quello respiratorio, genito-urinario. Per quanto riguarda la logopedia l’attività è incentrata sul linguaggio, la deglutizione e le funzioni cognitive. Nelle aree Covid dell’ospedale Santa Maria alle Scotte sono costantemente presenti 8 fisioterapisti e una logopedista.

«Questa pandemia ci sta mettendo alla prova sia dal punto di vista professionale che sotto l’aspetto emotivo – spiega la dottoressa Sabrina Taddei -. Credo che fuori dall’ospedale non ci si renda pienamente conto della situazione, di come e quanto il virus crei difficoltà in ogni abilità della persona, da quella respiratoria a quella motoria, fino a quella cognitiva o nella deglutizione. Da questo punto di vista, l’impegno dei professionisti della riabilitazione deve essere massimo per un progressivo ritorno dei pazienti alla normalità».
L’unità operativa Professioni Sanitarie Riabilitative si occupa di diversi tipi di pazienti: quelli colpiti da ictus, i neurochirurgici o quelli con altre patologie neurologiche, i cardiochirurgici o a quelli sottoposti a chirurgia toracica, compresi i trapiantati di cuore e polmone, gli ortopedici o quelli sottoposti a chirurgia maggiore, i pazienti fragili ricoverati nell’area medica. A tutti questi, costantemente presenti, si deve sommare la rieducazione funzionale per i pazienti ricoverati nelle aree Covid.
«È stato un anno intenso – aggiunge la dottoressa Taddei -, pieno di incertezze, paure iniziali, scelte fatte non sempre a cuor leggero e responsabilità pesanti da portare avanti. C’è però anche la consapevolezza dell’importanza del nostro lavoro e del fatto che, se sostenuto, ascoltato e motivato, un gruppo già di per sé maturo riesce a fare cose importanti anche nelle situazioni più critiche. Per questo devo ringraziare tutti i miei colleghi che non hanno mai fatto mancare il loro impegno in ogni nostra attività. Si va verso una riapertura – conclude la dottoressa Sabrina Taddei – e alla luce di tutto ciò che abbiamo vissuto nell’ultimo anno è fondamentale che non si pensi di essere fuori dal problema. Dobbiamo aderire nel modo più massivo possibile alla vaccinazione, oltre che continuare a rispettare scrupolosamente le ben note misure di sicurezza come lavarsi le mani, usare la mascherina e mantenere le distanze interpersonali».

 

 

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